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Fabrizio Santori (Lega): “Ho aderito al Comitato Nazionale Scuola in sicurezza perchè abbiamo fretta di recuperare il tempo perso”

“Ho aderito e partecipato all’evento online del Comitato Nazionale Scuola in Sicurezza che da tempo sta generando una rete di genitori, imprenditori, avvocati, medici ed altri professionisti che hanno fornito importanti proposte e validi progetti sul tema della sicurezza della scuola.

Nel corso di questo anno di pandemia la sicurezza delle scuole è stata trascurata e siamo certi che il nuovo governo Draghi non commetterà gli stessi errori del precedente esecutivo. E’ fondamentale accelerare il percorso per recuperare il tempo perso e porre delle imprescindibili azione per rendere la didattica in presenza sicura sia per gli studenti che per i docenti e tutti gli operatori scolastici. Per diminuire il rischio del contagio occorre prevedere importanti interventi di edilizia scolastica, adeguare i sistemi di aerazione in ogni classe, diminuire il numero degli alunni per classe, risolvere l’endemica carenza personale docente e ATA, far funzionare realmente il tracciamento per renderlo efficace e verificabile immediatamente, adeguare i protocolli nazionali, accelerare la campagna vaccinale e organizzare il trasporto pubblico il vero nodo da sempre trascurato. Quello che è accaduto con soluzioni risibili, tipo i banchi a rotelle, non deve più accadere serve un’azione concreta che permetta di non rendere la scuola una fonte di contagio che si riversa sull’intera società” lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, dirigente regionale della Lega Lazio.

1 risposta su “Fabrizio Santori (Lega): “Ho aderito al Comitato Nazionale Scuola in sicurezza perchè abbiamo fretta di recuperare il tempo perso””

Ringrazio Fabrizio Santori perché unico esponente che con determinazione e vero spirito politico sostiene migliaia di cittadini seriamente preoccupati, in un momento di grandi disagi per la collettività, in un momento in cui la politica governativa non affronta come dovrebbe la questione della scuola. Grazie, Anna Rovito

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