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“Una Storia Dark”: il ritorno di Alessio Ventura

È uscita il 9 aprile “Una Storia Dark”, canzone che vede come autore e voce Alessio Ventura, già al Festival di Sanremo n1l 1994,1995,1996, 2004 con Dhamm DB Boulevard.

Il progetto di Cascina Onlus di Marco Elviri e Luisa Di Biagio, patrocinato da AIDO intercomunale Corsico e Trezzano sul NaviglioAIDO Provinciale Milano e Progetto Autismo, (responsabile Nicola Giannasso), è ispirato al libro “Teste di Zucca” di Filippo Di Biagio, ragazzino di 12 anni autistico, dislessico, disortografico e discalculico che attraverso la scrittura di brevi racconti horror ricostruisce a suo modo il mondo che lo circonda. Il progetto vede coinvolto un team di assoluto valore. Oltre ad Alessio Ventura (che è anche arrangiatore del brano insieme a Romano Musumarra), ci sono il cantautore pescarese Giacomo Serafini (coordinate ore artistico), la giornalista, fotografa e video maker Marta Coco (regista del bellissimo video di “Una Storia Dark”, Daniele Giannotti (è suo il testo del brano) ed infine l’artista, scultore, disegnatore Patrizio, per gli amici “Ozio” (sue le caratteristiche maschere protagoniste del video).

Questa la nostra intervista con Alessio Ventura.

Come nasce la canzone “Una Storia Dark”? 

Nasce dall’esigenza di descrivere il mondo di Filippo Di Biagio, ragazzo autistico di 12 anni con i suoi stessi occhi! La canzone fa parte di un progetto ben più grande che contiene anche una raccolta di racconti horror scritti dallo stesso Filippo e a cui la canzone si ispira, dal titolo “Teste di Zucca”. Il tutto sostenuto dalla Onlus Cascina Blu.

Il brano ha un video molto bello e accattivante: di chi è stata l’idea e come hai pensato alle maschere?

Il video è stato interamente girato e montato dentro casa da me e Marta Coco.

Fin da subito abbiamo pensato di inventare un personaggio che impersonasse Filippo e conoscendo da tempo Ozio, autore delle opere presenti nel video, questa ci sembrava l’occasione giusta per collaborare. A parte i primi 20 secondi, che avevamo già in mente dall’inizio, il resto lo abbiamo pensato girato e montato passo dopo passo. Un po’ inusuale ma molto efficace!.

L’Autismo e Cascina Blu. Come ti sei avvicinato a questa associazione?

Confesso di non aver mai avuto a che fare con l’autismo così da vicino in passato e questa è stata un’occasione unica per poterne sapere di più da chi, come Luisa, è una assoluta esperta in materia oltre che molto capace e competente. Per il resto, ringrazio Giacomo Serafini per averci pensato e dato la possibilità di collaborare a questo importante progetto.

Parlando della tua carriera… I Dhamm, successo incredibile con loro, la notorietà, i DB Boulevard un grande Sanremo… Poi cosa è successo?

Ho passato gli anni successivi tra lavori di studio e fuori studio… Mi sono infatti cimentato in molteplici attività prendendo a volte tutto ciò che capitava a tiro. In effetti il mio motto è sempre stato “Perché no”… È da diverso tempo che mi dedico quasi esclusivamente al lavoro di studio, produzioni ecc. ed ovviamente mi ritaglio sempre del tempo per le mie cose!.

La tua evoluzione artistica dai Dhamm ad Una Storia Dark: quali le differenze fra oggi e i tuoi esordi a livello personale e per il mondo della musica?

Il mio intento è quello di migliorare sempre, sia dal punto di vista vocale, che compositivo ed interpretativo.

Spero, negli anni, di esserci riuscito, ma comunque sento che un cambiamento c’è stato”. 

Tornando a “Una Storia Dark”, il brano fa sentire chiara la tua impronta, ma allo stesso tempo sembra essere un nuovo Alessio Ventura: ti rivedi in questa nostra impressione?

Beh, è la continuazione della domanda precedente. Credo che sentire un qualche filo che mi unisce al mio passato sia inevitabile, ma credo anche che, specialmente in questo brano, fa la sua comparsa un qualcosa che somiglia all’inizio di un nuovo linguaggio, nuovo per me, ovviamente. Questo brano si pone a metà tra il musical e la classica canzone pop e non a caso: l’intento era quello sin dal principio. L’argomento e i racconti horror con tutte le loro immagini forti sembravano sposarsi a pennello con questo modello ibrido. Credo che per un po’ me ne starò qui…

Progetti futuri di Alessio Ventura…

Da diversi mesi sto lavorando ad un progetto che mi vede nella veste di raccontastorie per cosi dire: si chiama “Alla ricerca della bellezza“ ed è ormai prossimo all’uscita!

Sul mio canale YouTube naturalmente!

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LAZIO, PALOZZI-DI RUSCIO: “INTERROGAZIONE SU AUMENTO TARIFFE CONSORZIO BONIFICA CONCA DI SORA”

“Nella giornata di oggi abbiamo depositato una interrogazione urgente in merito al Consorzio di Bonifica Conca di Sora – attualmente commissariato dalla Regione Lazio – il quale avrebbe aumentato in maniera eccessiva e ingiustificata le tariffe per gli utenti e, al contempo, aggiornato i ruoli inglobando così nel consorzio anche terreni ed abitazioni che prima erano considerati fuori dal perimetro consortile.

Siamo di fronte a una situazione inaccettabile e fuori luogo, visto e considerato anche che tali incrementi tariffari andrebbero a colpire negativamente i cittadini di Sora e dei Comuni ricadenti nel perimetro consortile, in un momento di grande crisi economica dovuta alla emergenza pandemica. Per questa ragione, abbiamo posto la delicata vicenda all’attenzione del presidente Zingaretti al fine di sapere quali azioni la Regione Lazio vuole mettere in campo per verificare la legittimità e l’opportunità delle scelte del Commissario del consorzio di Bonifica Conca di Sora e se la Regione intende porre in essere azioni volte alla verifica della qualità dei servizi erogati dal Consorzio stesso. Servono risposte immediate e convincenti”. Così, in una nota, il consigliere regionale del Lazio e responsabile nazionale Organizzazione di Cambiamo, Adriano Palozzi, e il responsabile del comitato promotore cittadino Cambiamo Sora, William Di Ruscio.

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Attualità

Alessandra Vernacchia: Alla scoperta del Wound Care

L’emergenza sanitaria coronavirus Covid-19 con le restrizioni sugli spostamenti, la chiusura delle attività commerciali, delle scuole, dei teatri, dei cinema, il divieto degli assembramenti nei luoghi pubblici con l’obbligo di evitare contatti e indossare la mascherina ha cambiato radicalmente le nostre vite e le nostre abitudini.
È cambiata altresì la percezione del nostro tempo e ci siamo dovuti in qualche modo adattare e ingegnare, tipico poi di noi italiani. Scopriamo allora questo nuovo tempo, per esorcizzare anche un po’ la paura di fronte a questo “sconosciuto” nemico. Per non arrenderci, per continuare a combattere questa guerra con tutte le nostre armi, per cercare di sostenere anche con le nostre storie gli eroici “soldati” che combattono in prima linea, in primis i nostri dottori e infermieri. Per scoprirci e riscoprirci raccontiamoci, attendendo tempi migliori.
Oggi lo facciamo con La Dott.ssa Alessandra Vernacchia infermiera legale forense specializzata in Wound Care Ha scritto diversi articoli su riviste sanitarie a carattere specialistico. Autrice del sito: «Il dito nella piaga». Si occupa di sviluppare la parte clinica, nella sua Azienda di riferimento, confrontandosi con gli Opinion Leader del settore e con le nuove figure che si approcciano al mondo della prevenzione e trattamento delle lesioni. Autrice di diversi ebook in tema di Wound Care a favore del caregiver e degli addetti ai lavori. Una vita professionale dedicata al Wound Care e alle corrette tecniche assistenziali basate sulle nuove linee guida e documenti di posizionamento esistenti. Membro fondatore del progetto wulnotech . Ci racconti come nasce l’idea di questo progetto….. “Durante la pandemia il mio cellulare è stato protagonista di continue richieste di aiuto. La popolazione Barese (e non solo) ha subito un vuoto assistenziale da parte degli operatori sanitari, concentrati nella lotta all Covid 19. L’assistenza domiciliare ha subito un forte rallentamento e la chiusura di reparti specialistici ha portato l’utenza alla più completa disperazione. Confrontandoci con i colleghi, Ivan Santoro di Bergamo e Sonia Silvestrini di Roma, ci siamo resi conto di essere tutti nella stessa barca. Le persone ci ricercavano tramite internet, facendo riferimento ai vari articoli scritti e ad i vari post su Fb, Linkedin etc. Così abbiamo deciso di realizzare Wulnotech ®️ un progetto di formazione rivolto non solo agli addetti al lavoro, ma anche ai care giver. Abbiamo aiutato diverse famiglie a risolvere un problema che tuttavia ha molto di sommerso.”
Cosa significa Wound care? “L’espressione Wound Care è formata dai due termini di lingua inglese : “Wound” che significa “ferita” e “Care” che potremmo tradurre in italiano nel “prendersi cura di qualcosa o qualcuno” quindi “assistenza a persone con problemi di lesioni cutanee”. E’ naturale associare la cura alla professione Infermieristica in quanto, per definizione, l’infermiere è “colui che assiste, che si prende cura del malato…”. Ed è da qui che il nostro primo Webinar ha preso il nome. “La cute esige rispetto”. Purtroppo nella nostra quotidianità spesso ci dimentichiamo che la nostra pelle è un organo e la sottoponiamo a diversi stress. Inoltre, esiste poca cultura in tema di prevenzione delle Lesioni. In genere si interviene quando il danno si è già presentato.”
Di cosa si occupa esattamente l’Infermiere specialista in Wound Care?”L’infermiere specialista in Wound Care è il professionista che ha conseguito il Master unversitario, riconosciuto dallo stato Italiano ed in grado di gestire le lesioni cutanee dalla prevenzione alla cura, sempre (o quasi) integrato in un team multidisciplinare. Tuttavia, aver conseguito un Master Universitario non significa essere in grado di agire senza avere dei dubbi. E’ necessario il continuo studio ed aggiornamento. La conoscenza approfondita delle azioni da mette in atto per la prevenire l’insorgenza di tali lesioni, delle metodologie di cura, delle medicazioni e dei dispositivi innovativi, ci porta ad un costante perfezionamento. Inoltre la ricerca scientifica si aggiorna rapidamente anche grazie ai nuovi mezzi di comunicazione. Il web ci consente quasi in tempo reale, di fruire di studi la cui diffusione in altri contesti avrebbe richiesto anni. Nella pratica quotidiana, l’utilizzo di evidenze scientifiche, ossia del risultato dei più attuali e autorevoli studi di ricerca e sperimentazioni cliniche, rendono sempre di più mirati gli interventi di prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee. Il principio è efficacia efficienza, riproducibilità e personalizzazione. Ma vi posso assicurare che serve soprattutto molta pratica.”
A seguito del successo relativo al vostro primo webinar la cute esige rispetto, si sente si rilasciare qualche anticipazione relativa a quello del 17 aprile?”Il successo è stato decretato dal pubblico che ci ha seguito e dai circa 400 accessi fuori registrazione che si sono collegati al Webinar. Il nostro intento è “PARLARE UNA LINGUA COMUNE” per comprendere di cosa stiamo parlando e quindi uniformare la comunicazione. Purtroppo come in tutti i percorsi formativi, il sapere detenuto dal docente potrebbe essere non veicolato in maniera adeguata. Molte informazioni possono essere distorte. Il nostro impegno è basilare. Uniformare le informazioni e veicolarle nella maniera più corretta. Il 17/4 parleremo di nutrizione. Un argomento particolarmente delicato. Con l’esternalizzazione del servizio mensa, è difficile avere un pasto decente in ospedale. Inoltre, negli anziani, non si tiene conto dei problemi legati all’edentulia o a protesi talmente mobili che rendono difficile la masticazione. Un paziente con lesioni cutanee necessita di un supporto alimentare che gli consenta di assimilare dei nutrienti necessari e fondamentali per il processo di riparazione. Nutrienti difficili da ingerire con i pasti, in quanto presenti in cibi che solitamente non vengono somministrati in ospedale. Mi capita spesso di osservare diete confezionate per tali pazienti, in cui viene inserito l’Omogeneizzato pediatrico a soluzione dei problemi masticatori. Ma l’omogenizzato è formulato per neonati/bambini che pesano pochi chili rispetto ad un anziano e quindi hanno un apporto nutrizionale assolutamente inadeguato.”
Quali saranno i progetti futuri che Wulnotech vorrà realizzare?”Al momento ci limitiamo alla formazione. Considerando che entrambi lavoriamo, quindi il nostro impegno è limitato al tempo libero che sottraiamo alla famiglia ed al nostro sociale per la professione.
Abbiamo diversi progetti nel cilindro, ma preferiamo non destare false attese. Tutto deve essere commisurato alle nostre possibilità. Sicuramente ci piacerebbe coinvolgere altri colleghi in senso ampio, perché peroriamo la multidisciplinarietà. Ognuno di noi, con il proprio bagaglio esperenziale ci può arricchire. Vorremmo fare “RETE” sul tutto il territorio nazionale. Dare indicazioni precise all’utenza che non riesce a reperire informazioni. Ma è anche bello sottolineare che il nostro sito “Il dito nella piaga” ha un 20% di lettori esteri. Ci seguono da Egitto, America, Portogallo e dai paesi dell’Est. Questo è un segnale forte, ad indicare che stiamo perseguendo la giusta strada.”

Dott.ssa Emanuela Maria Maritato

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ART TV MAGAZINE, 16 APRILE 2021

Sono aperte fino al 15 Maggio 2021 le iscrizioni per “Art Tv Magazine”, un concorso internazionale, dedicato agli artisti di ogni genere, che vogliono farsi conoscere dal mondo dello spettacolo, ideato anche come trampolino di lancio che permetta facilmente la visibilità di nuovi talenti da parte di professionisti del settore.

I vincitori si aggiudicheranno un contratto con la RM Production, una casa di produzione discografica e un lancio promozionale nazionale. Le selezioni si svolgeranno attraverso un video presentazione di un massimo di 3 minuti, da inviare all’indirizzo e-mail art.tvmagazine@gmail.com, dove verrà visionato da esperti del settore e successivamente verrà comunicata l’eventuale partecipazione al programma. Non ci sono costi di iscrizione, si chiede solamente di firmare una liberatoria per l’utilizzo delle immagini da voi inviate ed eventuali documenti personali, quali carta d’identità e codice fiscale. L’idea del Format “Art Tv Magazine” è nata durante la pandemia per dare voce al mondo dell’arte che attualmente è penalizzata dall’attuale emergenza sanitaria che obbliga a limitare gli spostamenti.Il concorso sarà composto da 10 puntate che andranno in onda settimanalmente, su “Bom Chennel”, canale 68 del digitale terreste e sul canale 5068 di Sky, dove ad ogni puntata verranno riprodotti alcuni dei video scelti da quelli inviati da voi e giudicati in diretta dalla giuria e da un giudice di alto livello che cambierà. Ad ogni puntata verrà proclamato un vincitore che si aggiudicherà la presenza ​ alla finalissima che si terrà a Settembre. Il contest è aperto a tutti gli artisti dai 16 anni in su, che non siano vincolati da contratti in corso con altri enti. La giuria sarà composta da quattro membri e capitanata dal grande Maestro Vince Tempera. Ogni giurato sarà esperto nel settore di competenza, grandi nomi del mondo dell’arte e dello spettacolo, quali il coreografo e ballerino di “Ballando con le stelle” Eddy Russo e il regista e presentatore Flavio Zinni ed un ospite a sorpresa​ che cambierà ad ogni puntata. Il regolamento sarà visibile sul sito www.rmproduction.it e per l’iscrizione basta mandare un’e-mail, con il video di presentazione all’indirizzo art.tvmagazine@gmail.com.Il concorso è organizzato dalla RM Production di Isabel Stasi.

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PUGLIA, FEDERICA GRECO NUOVO COORDINATORE REGIONALE DI RIVOLUZIONE ANIMALISTA

“Federica Greco è il nuovo coordinatore regionale della Puglia per il partito Rivoluzione Animalista”. Ad annunciarlo, in una nota stampa, è il segretario nazionale di Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica, che afferma:

“Federica Greco è una donna esperta e competente, che ha deciso di mettersi in gioco per una causa nobile e fondamentale come quella della tutela animale. A nome di tutto il partito, vogliamo rivolgerle i nostri più sentiti auguri di buon lavoro”.Emozionata e onorata del nuovo incarico, Federica Greco – docente di scuola primaria e dell’infanzia, nonché esperta delle tematiche relative alla zooantropologia e al maltrattamento animale – sottolinea: “Essere il nuovo coordinatore regionale della Puglia è per me una grande responsabilità che sono pronta ad espletare al meglio, sopratutto in un territorio difficile e complicato, come quello pugliese. Ringrazio il segretario nazionale, Gabriella Caramanica, per la fiducia riposta”.

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Fabrizia Santarelli: “Voglio dare qualcosa di mio a questo mondo”

Ciò che appare subito evidente nel dialogo con Fabrizia Santarelli è la spontaneità con la quale racconta la sua vita e svela gli aneddoti che hanno fatto da cornice al suo successo.
Una vita di sacrifici guidata dall’amore per il diritto e dalla voglia di mettere qualcosa di nuovo a questo mondo, qualcosa che sia frutto del suo lavoro e della sua professionalità.
“La vita è una, e voglio che la mia sia speciale”, basterebbe questa sua frase per descrivere Fabrizia Santarelli; una donna con dei valori veri, una grande intelligenza sfruttata in pieno che le ha permesso di laurearsi in Giurisprudenza con 110 e lode a 24 anni senza però mai trascurare la passione per la moda e lo spettacolo.
Il valore della famiglia e la grande fede hanno portato Fabrizia a distinguersi dalla massa, consentendole di raggiungere molti obiettivi prefissati e ponendo le basi per quelli che verranno, in cui metterà ancor più determinazione.
“E non lasciare andare un giorno per ritrovar te stesso, figlio di un cielo così bello, perché la vita è adesso“, il filo conduttore che lega le parole di Claudio Baglioni alla vita di Fabrizia Santarelli apre la nostra intervista, nella quale la giovane barese racconta il suo destino, in bilico tra moda e diritto!

Dalla laurea in Giurisprudenza al ruolo di “Bonasorte” ad Avanti un altro, chi è Fabrizia?
“Fin da piccola ho sempre avuto un grande amore per lo studio ed in particolare per il diritto. Mi sono laureata in Giurisprudenza a 24 anni ed ho sempre avuto il grande obiettivo di diventare magistrato. Lavoro nella moda da quando avevo 14 anni e mi sono sempre mantenuta da sola, pagandomi gli studi e cercando di non pesare economicamente sui miei genitori. Ho vissuto due vite in pratica, mosse da due passioni all’antitesi come la moda e il diritto. Dopo la laurea ho fatto 18 mesi di pratica in corte di appello, pur trovandomi benissimo ed amando quel mondo sentivo che mi mancava qualcosa, sentivo l’esigenza di colmare in qualche modo una lacuna artistica che avevo e mi sono trasferita a Roma, dove mi sono diplomata in un’accademia di cinema. Conoscere artisti del calibro di Pupi Avati, Gabriele Muccino e Michele Placido mi ha reso felice, mi sono sentita libera come non mai. Ho sempre però continuato a lavorare come modella e sono felice che siano da poco andate in onda le puntate nelle quali ho partecipato ad “Avanti un altro” interpretando la “bonasorte”.

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Il ruolo della “Bonasorte” è stato molto importante per te, ci racconti come sei arrivata al programma?
“Ho fatto il casting e sembrava tutto finito lì, ho continuato a lavorare come modella normalmente. Un giorno mentre mi stavo preparando per uno shooting mi chiamò la redazione di “Avanti un altro”, rimasi incredula, mollai tutto e corsi a Roma, fu tutto improvviso ma allo stesso tempo emozionante.”

Paolo Bonolis e Luca Laurenti sono quelli che vediamo in tv anche nella vita reale?
“Ho sempre amato il programma e per me è stato un sogno potervi partecipare. Paolo e Luca forse sono addirittura migliori di ciò che appare, sono persone meravigliose, professionali ma allo stesso tempo amorevoli ed estremamente educate. Tutto lo staff mi ha accolto con tanto entusiasmo, ripeto è stata un’esperienza formativa ed emozionante per me, da tutti i punti di vista.”

Quanto sono importanti i social nella tua vita?
“Credo non ci sia nulla di più bello della vita reale; potersi confrontare e crescere con il dialogo faccia a faccia è la cosa più bella del mondo. Non nego però che i social mi piacciono, mi hanno dato l’opportunità di crescere e grazie ai social ho anche trovato importanti accordi lavorativi.”

Che importanza ha la famiglia nella tua vita?
“La mia famiglia è il dono più grande che Dio mi ha dato. Siamo molto uniti, mamma e papà si sono sposati a 19 anni e sono la dimostrazione vera dell’amore. Siamo in 5 a casa e con mio fratello e mia sorella ho un rapporto bellissimo. La mia famiglia è tutta la mia vita.”

Come gestisci il rapporto con i followers?
“Ricevo molti complimenti e sono felicissima di questo. Oltre ai complimenti sul mio lato estetico, che ovviamente fanno piacere, mi toccano particolarmente tutti i commenti positivi anche delle ragazze sul mio carattere e sulla mia persona, ecco vado fiera di questo. Mi emoziona più un commento sul mio carattere che sulla bellezza fisica”

Usi i social per mostrare anche il tuo corpo, non hai mai paura di essere giudicata?
“Voglio essere libera di mostrarmi come voglio, non penso a quello che dice la gente, se fa star bene a me lo faccio, altrimenti no. Siamo nel 2021 e quando mostro il mio corpo lo faccio anche perché sono fiera del lavoro che ho fatto; mi piace tenermi in linea, faccio fitness e mi alleno anche quando non mi andrebbe, se vedo ripagati tutti i miei sacrifici sono contenta, vado fiera di ciò che sono.”

Faresti un reality?
“Si, mi piacerebbe mettermi in gioco con un’esperienza di questo tipo, sarebbe un’occasione per farmi conoscere a 360 gradi.”

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?
“Sono sicura di essere una persona che ha tanto da dare, voglio semplicemente trasmettere alle persone qualcosa di mio. Il cinema e lo spettacolo sono indubbiamente dei grandi trampolini di lancio per me e mi spingono a rincorrere le mie passioni.
Mi ritengo una persona molto poliedrica, affronto tutto con serenità e passione, penso che avere una base culturale alle spalle sia fondamentale e sono orgogliosa del percorso di studi che ho fatto.”

a cura di Dario De Fenu

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Le notti d’oriente, tra le spezie e i Bazar, son calde lo sai più calde che mai

Grande lutto nel mondo del doppiaggio e della musica da film:Ci lascia Ernesto Branucci, conosciuto da tutti come Ermavilo, grande paroliere, cantante e doppiatore, reso famoso in particolar modo per il gran lavoro fatto sulle canzoni e colonne sonore dei film e Serie Disney,a tutti noi da sempre care.

Era la voce di Pumbaa nel capolavoro del 1994:Il Re Leone e cantò le sigle celeberrime di DuckTales – Avventure di paperi, Cip & Ciop agenti speciali, Che fine ha fatto Carmen Sandiego? nonché la canzone di Aladdin Le notti d’oriente.
L’annuncio della sua scomparsa avviene attraverso un post sulla pagina Facebook della figlia Lorena : “Carissimi amici, è con il cuore in pezzi che mi trovo costretta ad annunciare che il mio papà, il mio amatissimo papà, ci ha lasciati. A chi crede in Dio, chiedo di pregare per lui, a chi non crede in una vita al di là della morte, chiedo di onorare la sua memoria. A tutti voi che lo avete conosciuto e lo avete amato, chiedo di continuare a portare il suo ricordo ed i suoi insegnamenti nel cuore, affinché viva in eterno. I funerali si svolgeranno in forma privata, per evitare di mettere a rischio l’incolumità di chiunque, ma con la promessa che, non appena i rischi di contagio saranno azzerati, il “Maestro di tutti” verrà onorato come merita, con una cerimonia che permetta a chiunque l’abbia amato di dimostrargli il proprio affetto”.


Continua a farci Sognare Maestro, irradiando il cielo con le tue Notti D’oriente.

di Emanuela Maria Maritato

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Disturbo bipolare in adolescenza Che cos’è

Sentiamo spesso parlare di sindrome bipolare e, ormai, anche nel gergo comune, viene utilizzato questo vocabolo, senza spesso avere un riscontro oggettivo. Per capire un problema ed individuarlo, ci si deve rivolgere a dei professionisti. Abbiamo intervistato proprio per questo, il Dottor Lauro Quadrana, Responsabile del Servizio di Pscicodiagnostica per Adolescenti, Azienda Policlinico Umberto I di Roma, Università degli studi di Roma “La Sapienza”.


Dottor Quadrana, può spiegarci che cos’è il bipolarismo?
“Ognuno di noi, durante il corso di una giornata o nella totalità della propria esistenza, sperimenta sia variazioni nel tono dell’umore, ovvero cambiamenti nell’equilibrio dell’espressione delle proprie emozioni e degli stati d’animo. L’umore di una persona rappresenta quindi, l’insieme delle caratteristiche affettive, umorali che condizionano e definiscono la nostra esistenza e il Disturbo Bipolare è esattamente un disturbo che condiziona il tono dell’umore. Viene chiamato disturbo bipolare perché i cambiamenti patologici avvengono fra due poli, uno che comporta un innalzamento del tono dell’umore (ipo o mania), e un altro che conduce ad un abbassamento dello stesso (depressione). Gli episodi maniacali durano almeno una settimana, quelli ipomaniacali almeno quattro giorni e gli episodi depressivi almeno due settimane. Se nel giro di un anno i pazienti bipolari presentano quattro episodi distinti vengono definiti a cicli rapidi. La mania pura è più comune nei primi anni della malattia; gli stati misti sono più comuni nelle fasi più avanzate, quando l’euforia può essere sostituita da un’ostilità opprimente. Gli episodi maniacali comportano un periodo di tempo discreto durante il quale il soggetto sperimenta umore elevato e/o irritabile, insieme all’autostima aumentata, difficoltà nel sonno, eloquio accelerato, fuga delle idee, concetti difficoltà di concentrazione attenzione, agitazione psicomotoria e coinvolgimento in attività che, sebbene piacevoli, possono comportare un qualche danno o rischio.”

Gli sudi e le ricerche su questa malattia, a che punto sono?
“Il disturbo bipolare (DB) è diventato oggetto della ricerca in psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza a partire dagli anni ’90, quando si è assistito a un proliferare di studi sulle possibili manifestazioni del disturbo nei bambini e negli adolescenti. Studi recenti hanno dimostrato che l'esordio del disturbo bipolare avviene spesso durante l’età
pediatrica con una sintomatologia aspecifica, con un picco di incidenza dei primi episodi manicali e depressivi in età compresa tra i 15 e i 19 anni.
A maggio 2013, nel DSM-5 è stata aggiunta una nuova categoria diagnostica, il disturbo da disregolazione dell’umore dirompente, inclusa tra i disturbi depressivi. Ciò permetterà probabilmente di dare un’etichetta a molti bambini finora senza diagnosi o, secondo alcuni forzatamente, considerati piccoli bipolari.
Molti adulti bipolari sono consapevoli che la loro malattia è iniziata negli anni dell’adolescenza ma non è stata riconosciuta (né trattata) subito come tale e che una percentuale di adulti bipolari variabile tra il 15 e il 28% colloca l’esordio del disturbo prima dei 13 anni. Secondo il DSM-5, per la diagnosi di patologia bipolare durante la fanciullezza e in adolescenza devono essere soddisfatti gli stessi criteri richiesti per l’età adulta. Il DB I colpisce circa lo 0,7% della popolazione adulta e il DB II circa lo 0,5% nell’arco della vita. Il primo colpisce in modo analogo maschi e femmine, il secondo è più frequente tra le donne.”

Quali sono le caratteristiche cliniche del DB in adolescenza?
“La presenza di stati misti, un susseguirsi di stati emotivi di segno opposto, irritabilità, labilità d’umore, facilità di contatto, estrema distraibilità ed eccessi comportamentali, possono essere i tratti con cui si presenta il DB in adolescenza, confondendo le acque rispetto al quadro di sintomi descritti nel DSM-5. Il ragazzo può apparire bizzarro, “esaltato” nel comportamento e nell’aspetto, iperattivo sul piano motorio, logorroico, impegnato in maniera eccessiva in attività “creative” senza costrutto. La percezione del tempo è del tutto particolare: un tempo senza passato e senza futuro, in cui sembra che la necessità sia quella di essere sempre presenti a se stessi (non si può dormire). Al minimo, il ragazzo in stato ipomaniacale appare costantemente “affaccendato”, oltre che convinto di possedere maggiori capacità degli altri. La sua sintonia relazionale appare caricaturale, laddove, nonostante l’esuberanza, manca un reale incontro con l’altro. Il contatto è facile ma superficiale e la mancanza di un dialogo autentico con sé stesso e con l’altro fa sì che le relazioni interpersonali risultino appiattite, livellate, convergano sull’adolescente ma non lo trattengano. Così, momento dopo momento, cose e persone nuove diventano per lui qualcos’altro da sperimentare oppure spettatori dei suoi giochi.
La fase di maggior pericolo è quella degli “stati misti”, in cui si assiste al coniugarsi di una sofferenza silenziosa e di un livello elevato di “eccitamento” che può sfociare nell’atto non prevedibile. Altri elementi che possono associarsi al rischio suicidario sono la comorbilità per abuso di sostanze o gli attacchi di panico, i sintomi psicotici nel corso degli episodi, la familiarità per comportamenti autolesivi, una storia di abuso fisico o sessuale
La letteratura scientifica suggerisce che l’intervento integrato (psicoterapia, psicoeducazione e farmacoterapia) ha un’efficacia significativamente maggiore su una o più misure di outcome, in confronto alla sola farmacoterapia. I farmaci efficaci nel DB sono in prima istanza gli stabilizzatori dell’umore e gli antipsicotici di nuova generazione (o atipici) utilizzati ed efficaci in un alto numero di casi nella gestione della fase acuta maniacale. Più complessi e dibattuti sono i problemi relativi alla prevenzione delle ricadute, alla stabilizzazione delle oscillazioni intercritiche, al trattamento delle fasi depressive.
Negli episodi conclamati possono essere presenti sintomi psicotici con allucinazioni e deliri che sono di solito congrui al tono dell’umore, possono anche essere presenti disturbi formali del pensiero. Secondo il DSM-5 il disturbo bipolare di tipo I è diagnosticato quando un paziente soddisfa i criteri per un episodio maniacale conclamato e per un episodio depressivo maggiore; il disturbo bipolare di tipo II è identificato dalla presenza e dall’anamnesi positiva di episodi ipomaniacali.
Fare diagnosi è però difficile e possono volerci anche molti anni prima di riconoscere con chiarezza il disturbo. La chiave per la diagnosi è la presenza o la storia di ipomania o mania. È frequente, infatti, vedere pazienti che per anni hanno manifestato solamente episodi depressivi, senza mostrare episodi maniacali o ipomaniacali. Questi pazienti vengono perciò diagnosticati come depressi fino alla comparsa della prima fase ipertimica. Ulteriore difficoltà nel riconoscere questo disturbo è legata ad aspetti sindromici del bipolarismo. Durante gli episodi maniacali e ipomaniacali il paziente, soprattutto nei primi, non è portato a chiedere aiuto. Il tono dell’umore elevato fa percepire un benessere mai provato prima, che riduce di molto la probabilità che questi chieda aiuto ad uno psichiatra. L'ipomania può non essere ovvia senza una precedente conoscenza della persona e può venire all'attenzione del medico solo dopo ripetuti episodi, conseguenze avverse o pressioni da parte di altri. È quindi molto più probabile che, chi soffre di disturbo bipolare, chieda aiuto durante un episodio depressivo, le cui caratteristiche e sintomi sono sovrapponibili ad un quadro di depressione maggiore. Per facilitare il processo di conoscenza del problema, oltre al colloquio clinico si possono utilizzare delle interviste strutturate, test della personalità (MMPI-A) e/o psicometrici (WISC-IV) e anche fare una risonanza magnetica cerebrale, sia morfologica che funzionale, oltre ad analisi del sangue per escludere “cause” mediche.”


Priscilla Rucco

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Fightthestroke: una Fondazione per la vita

Francesca Fedeli e Roberto D’Angelo sono i co-fondatori di Fightthestroke.org, una Fondazione internazionale, nata nel 2014 per supportare la causa dei giovani sopravvissuti all’ictus con una disabilità di Paralisi Cerebrale Infantile, come il loro piccolo Mario. Le prioncipali basi del loro lavoro sarebbero la diagnosi precoce e l’utilizzo di nuove riabilitative basate sull’applicazione della tecnologia alla medicina e rappresentano solo alcune delle battaglie portate avanti da Fightthestroke.
L’Organizzazione di Francesca e Roberto, continua quotidianamente, nonostante le difficoltà riscontrate a causa del periodo che stiamo vivendo, a far conoscere la propria storia attraverso la partecipazione a eventi di risonanza mondiale come il TED Global e

attraverso la pubblicazione del libro edito da SperlingKupfer nel 2015 “Lotta e sorridi; una Storia d’amore e scienza.” La Fondazione Fightthestroke ha creato in Italia il primo Centro
per l’ictus del neonato e del bambino all’Ospedale Gaslini di Genova e collabora con le principali strutture cliniche e società scientifiche che si occupano di questa problematica, anche nel ruolo di Board member dell’International Alliance for Pediatric Stroke negli Stati Uniti.
Che percentuale colpisce e quale disabilità arreca l’ictus nei bambini?
”Si stima che l’ictus perinatale colpisca 2-3 bambini ogni mille nati ma ancora oggi sono molti i fattori di rischio che contribuiscono ad una disabilità di Paralisi Cerebrale Infantile e che conta oggi 17 milioni di persone in tutto il mondo.”
Come si agisce e in quale modo, la scuola può e deve partecipare, per non mettere in disparte questi bambini
“Fightthestroke supporta le famiglie e i giovani con Paralisi Cerebrale Infantile su tutti i fronti che possano garantirne l’indipendenza di vita futura tra questi, l’alleanza con la scuola riveste un ruolo primario: è per questo che siamo stati tra i promotori del comitato #noesonero che con oltre 50.000 firmatari si è mobilitato per protestare contro i punti critici contenuti nel Decreto Interministeriale n.182 del 29 dicembre 2020, a sostegno e protezione dell’inclusione scolastica.”
Come potrebbe essere migliorata la qualità di vita di questi bambini e delle proprie famiglie e soprattutto, che ruolo hanno le istituzioni?
“Crediamo fermamente nel potenziamento delle abilità residue per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità: è da questa consapevolezza che nasce anche il nostro ultimo progetto, la Palestra dei fighters, una palestra virtuale che permette di accedere a lezioni di sport adattato e altre discipline, a prescindere dalle abilità, dall’età e dalla distanza geografica.”
Noi, non possiamo che condividere il pensiero di Francesca Fedeli e Roberto D’Angelo sul fatto di “Considerare quello che abbiamo come un dono e quello che ci manca, come un’opportunità”.
Priscilla Rucco

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Carcere di Augusta

Nell’ambito di articolate attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia- di Catania, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Catania, con la collaborazione e il supporto del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia penitenziaria, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catania nei confronti di 16 soggetti, sottoposti a indagine, a vario titolo, per i reti di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanza stupefacente nel carcere di Augusta- Brucoli, oltre che per associazione per delinquere finalizzata all’indebito procacciamento di apparati telefonici per i detenuti della stessa casa circondariale e, infine, per corruzione di pubblici ufficiali per atti contrari ai doveri di ufficio.

Nel dettaglio, l’attività d’indagine, svolta dai finanzieri del Nucleo PEF di Catania – Gruppo Tutela Economia in stretto collegamento con il Comando del Reparto di Polizia Penitenziaria dello stesso Istituto penitenziario di Augusta, ha consentito di fare luce su una ramificata organizzazione criminale attiva tra Catania e Augusta, finalizzata al reperimento e allo spaccio di sostanza stupefacente di varia tipologia (cocaina, marijuanahashish skunk) tra i detenuti del predetto istituto di pena, oltre all’illecita immissione e consegna, a favore degli stessi soggetti reclusi, di telefoni cellulari e apparecchi per la comunicazione.

In particolare, le investigazioni, iniziate a settembre del 2020, hanno permesso di appurare che l’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti è stata promossa da due soggetti detenuti nel carcere di Augusta che attraverso telefoni cellulari illegalmente introdotti nella casa circondariale, hanno diretto le attività dei sodali all’esterno – volte al reperimento, al deposito e al trasporto di diverse tipologie di sostanza stupefacente – oltre che provveduto a organizzare la materiale, illecita introduzione delle sostanze in carcere e a gestire la cassa comune dell’associazione criminale.

E non solo, anche di individuare, all’esterno della casa circondariale, gli altri partecipi dell’associazione, i quali hanno organizzato un articolato e ben definito sistema per acquistare, nascondere, confezionare, trasportare e infine introdurre in carcere lo stupefacente e gli apparati cellulari.

Coinvolto nell’indagine anche un Sovrintendente della Polizia penitenziaria, in servizio presso il carcere di Augusta – che aveva il compito, dietro compenso, del trasporto e dell’introduzione della droga e cellulari.  E’ stato arrestato dal N.I.C. della Polizia penitenziaria e condotto in carcere.

In esito alla complessa e articolata attività di indagine il Giudice per le indagini preliminari presso il locale Tribunale, su proposta di questo Ufficio, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 16 soggetti – sottoposti a indagine, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanza stupefacente nel carcere di Augusta e associazione per delinquere.