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Attualità Tutela dei cittadini

‘Bluff’ delle mascherine: “segnalare gli abusi”

“Fra le tante emergenze emerse con la pandemia da Covid-19, c’è quella delle mascherine taroccate. Ė ormai risaputo, grazie a encomiabili inchieste giornalistiche e agli opportuni sequestri dei Nas, che milioni di prodotti inadeguati sono arrivati nel nostro Paese, e forse a questi è imputabile l’insorgenza dei grandi focolai in ospedali e strutture di ricovero”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Il 10% dei 553 milioni di mascherine arrivate in Italia si è rivelato non conforme, inutile e potenzialmente pericoloso per la salute pubblica. Sarebbero 55 milioni i pezzi distribuiti in farmacie e negozi, approfittando delle ‘zone d’ombra’ esistenti nei primi momenti di pandemia, che hanno favorito un ‘far west’ nella importazione, al di fuori di ogni norma regolatrice. A questo punto – incalza il presidente – considerata la difficoltà per i cittadini di riconoscere il materiale inadeguato, chiediamo a tutte le grandi catene di vendita una seria verifica dei documenti e, in caso dubbio, di rivolgersi a laboratori accreditati per la valutazione di compatibilità. Noi come associazione a tutela dei cittadini, faremo la nostra parte e ci rivolgiamo alla collettività affinché ci comunichi tutti gli episodi sospetti ed eventuali materiali inadeguati di cui si è venuti in possesso. Sarà nostra cura operare per la tutela della salute pubblica, costituzionalmente garantita”, chiosa Maritato.

Roma, 1° marzo 2021

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Attualità

A Delia il primo sportello C.I.S.M.I.T (Coordinamento Italiano Spettacolo Moda Imprese Turismo) dedicato al comparto spettacolo, moda e turismo

Il mondo dello spettacolo e della moda per la prima volta in Italia, potrà contare ed avere un reale punto di riferimento nel mondo delle istituzioni, con la presenza di uno sportello che offrirà dei servizi e allo stesso tempo un supporto attraverso i propri comuni di appartenenza.L’idea nasce da due imprenditori dello showbiz Nicola Vizzini e Amedeo Crimi, che insieme ad un gruppo di lavoro hanno deciso di creare l’associazione di categoria C.I.S.M.I.T. (Coordinamento Italiano Spettacolo Moda Imprese Turismo), per cercare di dare un reale contributo burocratico e lavorativo a tutta la filiera del mondo dello spettacolo e della moda, attraverso uno sportello nei vari comuni d’Italia con la collaborazioni di Sindaci e Assessori. Il primo Comune ad aderire allo sportello è quello di Delia grazie alla sensibilità e alla concretezza del sindaco Gianfilippo Bancheri e l’Assessore allo spettacolo Carmelo Alessi.

Il Sindaco Gianfilippo Bancheri dichiara: “sono molto orgoglioso ed onorato di aver dato il mio contributo al mondo dello spettacolo e della moda, credo che sia fondamentale dare a tanta gente del nostro comune che opera in questi settori un supporto concreto ma soprattutto avere un VERO punto di riferimento” continua “sono onorato di esser stato il primo Sindaco ad aver aderito a tale iniziativa, grazie alla chiamata dell’amico Nicola Vizzini che mi ha proposto il C.I.S.M.I.T., siamo sicuri che daremo dignità in primis da essere umani e dopo da lavoratori a tanti nostri concittadini con iniziative e servizi che attraverso l’associazione di categoria C.I.S.M.I.T. e il nostro supporto logistico e burocratico potrà essere una luce di speranza e concretezza”.

L’Assessore Carmelo Alessi si dichiara anch’esso soddisfatto: “Il nostro assessorato collaborerà con tutto ciò che è di nostra competenza per portare avanti un’iniziativa nuova e soprattutto lanciare un messaggio che le Istituzioni ci sono e non intendiamo abbandonare nessuno. Ringrazio il Sindaco e tutta la giunta per aver collaborato a tutto questo”.

Il presidente del C.I.S.M.I.T. Nicola Vizzini ma anche coordinatore nazionale per il dipartimento allo spettacolo del movimento Autonomi e Partite Iva con grande gioia ed emozione dichiara “sono veramente felice di questa prima delibera, ringrazio dal profondo del cuore il Sindaco Gianfilippo Bancheri e l’Assessore Carmelo Alessi per avermi dato l’opportunità di realizzare un sogno, ma soprattutto, questo per me, come spero per tutto il comparto dello spettacolo e della moda, deve diventare un punto concreto e una speranza che la situazione lavorativa migliori”. Aggiunge “l’aiuto non deve essere solo per il teatro storico, al produttore famoso, al vip, all’attore conosciuto, ma deve essere esteso a TUTTI. Tanta gente paga le tasse, ma non lavora, tanti ragazzi investono tempo e denaro per poi non riuscire a lavorare, tutti devono avere la possibilità di poter avere una chance (ovviamente con la giusta preparazione). Il programma del C.I.S.M.I.T. prevede diversi punti come ad esempio il supporto ai teatri, la creazione di varie categorie di settore e tanto altro che illustrerò in seguito attraverso una conferenza stampa nazionale. l’associazione è ovviamente apartitica e ha l’obbiettivo l’unione e la cooperazione finalizzate alla creazione di opportunità lavorative”.

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Anna Bracci, un delitto nella nebbia

Sabato 18 febbraio 1950. In tutta Roma impazza il Carnevale ma nella borgata di Primavalle sono in molti a non festeggiare il sabato grasso. 

Tra questi Annarella Bracci, ha appena dodici anni, un taglio di capelli “a paggetto”, gli occhi profondi e tristi. Sembra più grande della sua età e forse lo è, caricata di responsabilità come macigni, per coprire le mancanze di una famiglia problematica. Vive con la mamma, Marta Fiocchi separata dal marito e numerosi fratelli, tra cui uno disabile per l’amputazione di una gamba. Per lei non ci sono festicciole, né coriandoli nemmeno frappe. Deve pensare ad altro: comprare il carbone per alimentare la stufa che preparerà la misera cena e recuperare un pochino di olio e pasta da una vicina di casa, in via Lorenzo Litta, dove Annarella abita al lotto 25 scala L. A casa non tornerà più. Troveranno il suo corpo esanime la sera del 3 marzo all’interno di un pozzo profondo 13 metri, tra via Torrevecchia e l’attuale via Cogoleto, prima chiamata via della Nebbia. Il tragicoepisodio di cronaca nera scuote profondamente la città, uscita da poco dalla guerra. Una città che cerca di riprendersi e che forse, per rimozione, conosce poco le borgate come Primavalle, poste ai margini, prive di servizi, che soffrono dello stigma del resto dei cittadini. Nonostante ciò, tra gli abitanti dei quartieri c’è solidarietà e aiuto reciproco e Primavalle non fa eccezione. La zona in quel periodo non ha ancora acquisito il titolo di quartiere: è una borgata abitata per lo più da persone indigenti ma solidali e tra i residenti la notizia della scomparsa della ragazza si diffonde velocemente. Sono proprio i cittadini a sollecitare le ricerche e in molti si mobilitano per aiutare la polizia a dipanare il mistero. In un primo momento, tutti i familiari sono interrogati e gli inquirenti “attenzionano” la mamma di Annarella, Marta, perché in conflitto con il marito temeva che la figlia sobillasse suo padre contro di lei. A causa dei dissapori familiari, la bambina era stata convocata dai giudici – a cui si era rivolto il padre per denunciare Marta Fiocchi – pochi giorni prima della sua sparizione. Proprio questa coincidenza mette in sospetto gli inquirenti. Perfinoun generoso e ricco barone offre una taglia di 300.000 lire di ricompensa – a quell’epoca un patrimonio – a chiunque avesse dato notizie utili sulla scomparsa della bambina. Poi avviene un fatto soprannaturale: il nonno paterno di Annarella, Melandro Bracci, sostiene di aver sognato la nipote e di averla udit

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Attualità

ROMA, PALOZZI: “BENE BANCHETTI CAMBIAMO. IMPORTANTE CONFRONTO CON CITTADINI”

Entusiasmo e partecipazione per i banchetti organizzati quest’oggi da Cambiamo con Toti nei municipi di Roma. 

Tanti i cittadini che si sono avvicinati per parlare insieme a noi di Roma, delle sue criticità, del suo futuro e delle elezioni amministrative. Per questa ragione, siamo davvero molto soddisfatti della risultanza di questa iniziativa, che ha visto coinvolti tutti i quadranti della Capitale grazie all’impegno di decine di nostri quadri, attivisti e volontari, che ringraziamo di cuore per lo sforzo profuso. Andiamo avanti sulla strada intrapresa, nella consapevolezza di essere un partito nato da pochissimo ma che sta già riscuotendo grandi attenzione, consenso e adesioni. Non ci fermiamo e – compatibilmente con le norme anti Covid e le restrizioni sociali in atto -, replicheremo presto eventi di radicamento, come quello di oggi, nella logica di un percorso che ci vede in prima linea a tutela dei diritti di famiglie e imprese”.Così, in una nota, il consigliere regionale del Lazio e responsabile nazionale “Organizzazione” di Cambiamo con Toti, Adriano Palozzi.

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Attualità Tutela dei cittadini

Covid: medici di famiglia anello debole della catena

“In questa storia infinita della pandemia, molti sono i soggetti che hanno assunto una immagine di primo piano, quali attori principali per sconfiggere il virus.

C’è però una categoria dai contorni indefiniti, che dovrebbe essere al centro dell’azione di contrasto ma è rimasta, purtroppo, anello debole della catena, è quella dei medici di famiglia”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “chiamato in causa fin dal primo momento, quale presidio di prossimità, soggetto più vicino e più intimo con il cittadino, il medico di famiglia è stato più volte indicato dal ‘sistema’ quale primario risolutore dei problemi, senza mai essere realmente inserito nella catena dell’emergenza pandemica, né fornito di tutti i presidi necessari ad affrontarla”. Il presidente elenca i punti di frattura che si sono man mano presentati: “alle prime avvisaglie del contagio, i medici di medicina generale sono stati gli ultimi ad avere i dispositivi di protezione; al momento del tracciamento con i tamponi, è stata invocata la loro collaborazione senza dotarli di locali idonei e ora si ripete la storia con i vaccini. Nell’ambito delle varie riforme, ci chiediamo come mai non venga mai preso in considerazione un nuovo assetto gestionale per creare un rapporto organico tra medici di famiglia e Servizio sanitario pubblico. Non si può continuare in un rapporto ambiguo tra queste figure, a tutti gli effetti ‘liberi professionisti’ e servizio pubblico che non ha, effettivamente alcun potere su questi professionisti dell’assistenza”, conclude il presidente.  

Non Roma, 27 febbraio 2021

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Attualità Tutela dei cittadini

Vaccino: rimedio salvavita o bene economico?

“Ormai è noto a tutti il sistema adottato per la acquisizione dei vaccini sul mercato internazionale. Si dice che alcuni Paesi abbiano contrattato il prezzo con le multinazionali, offrendo di più di altri che magari avevano già sottoscritto contratti con la stessa azienda e si sarebbero visti ‘sfilare’ le dosi dal miglior offerente”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che insiste: “alcuni illuminati giornalisti hanno ben descritto tale disdicevole andazzo e bene ha fatto il premier Draghi ad alzare la voce in sede internazionale”. Il presidente si interroga poi sulle clausole contrattuali: “non vorremo che, considerata la segretezza degli accordi, gli stessi siano stati con leggerezza ignorati in alcune parti, specie quelle che attengono alle date di consegna. Le cose sono due – attacca ancora Maritato – o in sede contrattuale non sono state indicate quantità, date di consegna ed eventuali penali atte a sconsigliare azzardate manovre di mercato, oppure i quantitativi destinati al nostro Paese potrebbero essere stati ‘dirottati’ al miglior offerente. Il solo pensiero fa rabbrividire ma allora si dovrebbe esigere la ‘desecretazione’ delle clausole contrattuali”, chiosa il presidente.

Roma, 26 febbraio 2021

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ROMA, PALOZZI-ABBRUZZESE: “SABATO BANCHETTI DI “CAMBIAMO” IN TUTTI I MUNICIPI”

“Continuano le iniziative di radicamento sul territorio da parte di Cambiamo con Toti. In occasione della recente apertura della nuova campagna per il tesseramento 2021 del partito, guidato dal presidente Toti, oltre alle adesioni on line attraverso il sito internet dedicato, stiamo preparando alcuni incontri e appuntamenti a Roma, dove già da sabato 27 febbraio saremo presenti in tutti i municipi.Questo weekend, infatti, è il primo di un calendario di date che nelle prossime settimane toccherà non solamente il territorio capitolino ma, più in generale, anche numerosi comuni della regione Lazio. Stiamo crescendo nei consensi e nella partecipazione, per questa ragione abbiamo deciso di aumentare il nostro impegno e il nostro radicamento, partendo da una città simbolo come Roma, che proprio nei prossimi mesi rinnoverà il mandato amministrativo, dando l’opportunità alla comunità di scegliere una amministrazione finalmente stabile e forte, a differenza dell’attuale Campidoglio grillino che sta gettando nel baratro amministrativo ed economico l’Urbe Eterna. Sabato 27 febbraio, dunque, dalle ore 10 alle ore 13, nel rigoroso rispetto di tutte le norme anti Covid e delle regole di distanziamento sociale, saremo presenti con banchetti nelle strade dei 15 municipi di Roma per parlare con i cittadini del nostro percorso politico, fatto di ascolto e vicinanza, e delle proposte di “Cambiamo” per rilanciare Roma: dall’ambiente al trasporto pubblico, passando per il decoro urbano e i temi legati alla vivibilità quotidiana”. 

Così, in una nota, il consigliere regionale del Lazio e responsabile nazionale “Organizzazione” di Cambiamo con Toti, Adriano Palozzi, e il responsabile del comitato promotore Cambiamo Lazio, Mario Abbruzzese. 

BANCHETTI “CAMBIAMO” A ROMA, DOVE TROVARLI:  

sabato 27 febbraio, ore 10-13 

I MUNICIPIO: LARGO DI TORRE ARGENTINA angolo C.so Vittorio 

II MUNICIPIO: PIAZZA UNGHERIA 

III MUNICIPIO: VIALE JONIO angolo Via Scarpanto 

IV MUNICIPIO: VIA DI PIETRALATA di fronte METRO B 

V MUNICIPIO: PIAZZA DE CUPIS 

VI MUNICIPIO: VIA DON PRIMO MAZZOLARI adiacente C.C. LE TORRI 

VII MUNICIPIO: PIAZZA RE DI ROMA 

VIII MUNICIPIO: VIA GASPARE GOZZI di fronte METRO stazione. SAN PAOLO 

IX MUNICIPIO: VIA PICO DELLA MIRANDOLA entrata mercato 

X MUNICIPIO: PIAZZA DEI RAVENNATI- Pontile 

XI MUNICIPIO: VIA DELLA MAGLIANA angolo Via dell’Impruneta 

XII MUNICIPIO: PIAZZA SAN GIOVANNI DI DIO  

XIII MUNICIPIO: PIAZZA ORMEA 

XIV MUNICIPIO: VIA MATTIA BATTISTINI di fronte METRO A 

XV MUNICIPIO: PONTE MILVIO 

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Attualità

Droga e cellulari a Salerno:blitz del NIC

Il personale del Nucleo Investigativo Centrale della polizia penitenziaria (N.I.C.), unitamente al personale delle squadre mobili di Firenze, Napoli, Cosenza e Roma, con l’ausilio dei reparti prevenzione crimine unità cinofile, il supporto aereo della polizia di Stato del personale della sezione già organizzata della squadra mobile di Salerno, hanno eseguito nelle province di Salerno, Napoli, Firenze e Cosenza un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal  G.i.p su richiesta della D.D.A. di Salerno.L’ordinanza è stata emessa nei confronti di 47 persone a vario titolo. I fatti risalenti all’attività di indagine del 2019 della squadra mobile di Salerno, con la direzione della Procura della Repubblica, hanno posto in evidenza la presenza di illeciti introdotti all’interno del carcere di Salerno; apparecchiature di cellulari oltre che stupefacenti. All’emergere dell’allarmante quadro di una diffusa attività criminosa posta in essere dagli stessi detenuti all’interno del carcere, si sono avviate le indagini dove sarebbe emerso che il principale indagato, vertice di questa organizzazione, sarebbe il detenuto Cuomo Michele che, all’interno dello stesso Istituto di reclusione, avrebbe portato avanti il commercio di stupefacenti.

Indagini anche sulla presunta esistenza di un’altra associazione capeggiata da tale Albergatore Luigi. Il modus operandi del traffico di stupefacenti era articolato con vere e proprie piazze di spaccio all’interno della struttura carceraria di Salerno, con addetti alla detenzione, addetti alle celle e addirittura delle sentinelle. Altresì è stata accertata una ricca rete di telefonini e fiancheggiatori utilizzati per impartire direttive agli affiliati dei clan. Oltre 1kg di sostanze stupefacenti, tra le quali   cocaina, hashish ecc, sono stati sequestri  in diverse dozzine di dosi, nonché più di 30 telefoni cellulari e circa 22 Sim card attive.

All’esecuzione delle ordinanze, coordinati dal Nucleo Investigativo Centrale, hanno partecipato anche i dipendenti Nuclei Regionali di Roma, Bari, Napoli e Firenze. Un importante risultato portato ormai da un Nucleo sempre più preparato e sempre più all’avanguardia, quello della polizia penitenziaria che sta dando grandi soddisfazioni alla nazione per un futuro sempre più proiettato a una spietata lotta al crimine.

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Regione Lazio: tasse elevate servizi carenti

“Regione Lazio: si è esultato a lungo, nel 2020 per l’uscita dal commissariamento con l’azzeramento del deficit. Purtroppo a questo evento non ha fatto seguito la promessa riduzione della tassazione, tra le più alte d’Italia, né risulta siano stati investiti i risparmi in assistenza domiciliare o territoriale”.

Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, che spiega: “sebbene le casse regionali non siano più in sofferenza, come sono state per più di un decennio, il bilancio della Pisana non impedirà all’Irpef di mantenersi fino a tutto il 2021 con la percentuale più alta di tutte le regioni d’Italia. Si parla di aliquote pari all’1,73% per i redditi sino a 15mila euro, 2,73% per i redditi tra 15mila e 28mila euro, 2,93% tra 28mila e 55mila euro, 3,23% tra 55mila e 75mila euro e non ultimo a 3,33% oltre i 75mila euro. Nella media della pressione, tali aliquote si attestano tra le più alte. Per questo risultano contraddittorie le parole riportate dal notiziario sul sito istituzionale del Lazio secondo il quale, con l’uscita dal commissariamento ci sarebbero stati grandi benefici per i cittadini, sia in termini di riduzione delle aliquote, sia in termini di investimenti nella sanità. Anzi – attacca ancora Maritato – non basta un piccolo ritocco dell’Irap, tra l’altro per poche categorie economiche colpite dalla pandemia, per cantare vittoria. Permane la penuria di servizi sanitari, così come rimangono chiusi storici ospedali, che avrebbero favorito assistenza e cure in tempo di pandemia”, chiosa il presidente.

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Case della Salute, chi le ha viste?

“Dovevano essere 48 nel 2015. A inizio 2021 ne abbiamo 22, ma a Roma sono soltanto 7, inclusa quella di Ostia”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “le Case della salute, su cui la Regione Lazio aveva puntato quale rilancio della sanità territoriale, faticano a imporsi su tutto il territorio cittadino.Se ne parla dal 2013, sono stati emanati diversi atti regionali, almeno uno ogni anno fino al 2016, contenenti linee guida, regolamenti, requisiti minimi autorizzativi, percorsi attuativi e chi più ne ha ne metta ma il progetto stenta a decollare. Maggiore fortuna hanno nelle province – chiarisce Maritato – in cui vengono a sostituire servizi soppressi ma nella Capitale, che soffre di sovraffollamento nei reparti ospedalieri, primo il pronto soccorso, sarebbe salutare poter snellire i numerosi accessi nei reparti di emergenza”. Previste nella misura di una per ogni distretto sanitario territoriale delle Asl, nella capitale sono soltanto la metà di quanto preventivato, ovvero su 12 distretti ne contiamo 6 più una a Ostia, non proprio vicinissima alla Capitale. “Considerata la ‘mission’ della Casa della Salute, che si connota come presidio atto a prendere in carico le fragilità e le cronicità – incalza Maritato – crediamo ci voglia un forte impulso da parte della Regione Lazio, per potenziare queste strutture. Le difficoltà in cui si trovano gli ospedali romani, accentuate dalla pandemia da Covid-19, debbono essere superate affiancando con la massima urgenza strutture in appoggio. Sarebbero preziose, a regime, nelle operazioni vaccinali di massa”, chiosa il presidente.