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Un taglio netto per la primavera estate parola di Beauty HAIR

Quali sono gli hairlook di moda? Dai tocchi retrò a quelli ultra moderni, le tendenze capelli primavera estate 2021 mixano stili, epoche e caratteristiche diverse puntando a stupire. Linee nette e giochi di simmetrie si alternano ad accenti vintage style decisi tra le tendenze capelli 2021 . Scopriamo insieme quali sono i look più belli da sfoggiare durante la stagione calda! A parlarne l’hair stylist Giorgia Crespi del salone Beauty HAIR di Ciampino . Cosa prescrivono i diktat fashion per i tagli capelli corti primavera estate? Brioso, sbarazzino e iper femminile, il taglio bob cut a caschetto si ritaglia un porto importante tra i trend capelli primavera 2021.  “si rilancia la tendenza dell’haircut alla pari oleggermente scalato  – riferisce Giorgia Crespi – sotto il mento, con riga al centro preppy style. , ideale per snellire le linee di un viso tondo. Quali sono le proposte alla moda per i capelli ricci e mossi? Anche in questo caso  e ciuffi lunghi e divisa centrale netta. Beauty HAIR apre anche a Santa maria delle mole in via Alessandro Manzoni .in bocca a lupo Giorgia !

Giorgia Crespi

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Una vita in tribunale inseguito dalle star: la vera storia di Brunetto Fantauzzi

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By redazione

Non solo attrici italiane, ma anche internazionali, hanno trascinato nei palazzi di giustizia il giornalista che ha perso, per queste…


Non solo attrici italiane, ma anche internazionali, hanno trascinato nei palazzi di giustizia il giornalista che ha perso, per queste cause pretestuose, il posto di lavoro e le varie direzioni che non ha più ripreso.

By Redazione 

Era il re del gossip! Come lo definì Prima Comunicazione, la bibbia del giornalismo Italiano. Dirigeva centinaia di giornali di ogni parte d’Italia, detenendo il guinness dei primati, direttore responsabile del maggior numero di testate giornalistiche italiane e nel contempo di giornalista più querelato. Soprattutto faceva le pulci alle attrici di casa nostra e pure a quelle internazionali. Ma nel gossip le sue gioie e dolori.

Nei suoi giornali ha parlato del firmamento stellare planetario. Insomma di tante ha pubblicato segreti, confidenze e gossip. Un vero e proprio cacciatore di scoop e dive. Pur di raggiungere gli obiettivi ha accumulato negli anniben duecento querele, ma ora passa all’attacco e denuncia egli stesso un’attrice famosa, rea di averle fatto perdere il posto.

Per esempio ha pubblicato Marisa Laurito, in vena di trasgressioni, in una televisione finalmente originale, venne sorpresa e pubblicata alle prove di Fantastico senza mutandine.

Numerose di queste hanno preferito querelarlo poiché non gradivano i suoi giudizi. E tra queste citiamo Letitia Castà, Raffaella Carrà, Enrica Bonaccorti, Sabrina Ferilli, Giuliana De Sio, Simona Tagli, Marinella di Grande Fratello, Manila Nazzaro di Miss Italia, Samantha de Grenet, Valeria Marini, Natalia Estrada, Paris Hilton, Katie Price, Magda Gomes, come pure deputati sindaci e vice ministri.

Insomma querele pretesto!

E malgrado sia stato pressoché sempre assolto il giornalista inseguito da querele e trascinato nei Tribunali ha perso credibilità e lavoro. Come successo con l’attrice Sabrina Ferilli che lo portò in Tribunale a Salerno. E dovette arrivare in Cassazione per dimostrare la sua innocenza. Ci vollero ben tre giudizi, ma nessuno ha restituito al Fantauzzi il lavoro, i soldi investiti a difendersi, le spese di giustizia e degli avvocati, il tempo sottratto alla famiglia e al lavoro.

Brunetto Fantauzzi giornalista, scrittore, direttore editoriale, il Poeta di “Un mondo d’Amore”, operatore culturale, il castiga-attrici, protagonista di battaglie sociali e civili, l’Editore di Licio Gelli, il biografo di Moana Pozzi, l’Autore di un libro sulle “Scomode verità” (Moana Pozzi, Marco Pantani, Luigi Tenco, Gabriella Ferri, Rino Gaetano e Loreto Taricone), editore lui stesso di libri che alti non pubblicavano come “ Le Poesie del silenzio” di Licio Gelli è poi passato al sacro con un libro verità per rispondere ai testi falsi su Padre Pio.

Spentesi le polemiche che riempirono giornali, talk show e blog, con il volume di Sergio Luzzatto su Padre Pio, Fantauzzi pubblica a sorpresa un nuovo volume “diverso” ed originale, vero, con un attacco agli attacchi di sempre alla sacralità del Santo. Ed esce:

Padre Pio: Il Santo perseguitato, convinto che il libro di Luzzatto, Guarino e le altre accuse stiano a rappresentare gratuiti atti di accusa contro Padre Pio sulla base di sospetti vecchi e da tempo chiariti e superati.

Quasi in un’antologia, Fantauzzi  nel volume raccoglie i testi più significativi e documentativi della verità provata contro le fandonie sparse sul Santo, a  partire dalla storia delle stimmate dai detrattori definite “sovrastrutture o semplici proiezioni mentali”. Fantauzzi ha fatto parlare scrittori ed amici con l’obiettivo di dimostrare “come i vecchi sospetti” raccolti da Mario Guarino, prima e da Sergio Luzzato, dopo, siano stati alibi per attacchi gratuiti e immotivati, proprio cominciando dal tema delle stimmate che lo stesso Padre Agostino Gemelli, lungamente contrario al frate di San Giovanni Rotondo, dovette ammettere, alla fine dei suoi giorni che si era sbagliato e chiedere scusa.

E poi le accuse, tutte le falsità, le bugie gli inganni che fecero crollare anche la buona fede di Papa Giovanni XXIII che, circondato e aizzato da collaboratori interessati ad usar il “tesoro di Padre Pio” per ripianare il buco nero provocato dallo scandalo Giuffrè, dava credito, seppur con il beneficio dell’inventario (sic vera sunt ), alle malelingue. Oltre alle falsità sulle stimmate Fantauzzi ha raccolto testi che smentisconola versione di un Padre Pio “clerico-fascista” e reazionario fomentatore di repressioni e stragi, come la presunta “causa dell’eccidio di San Giovanni Rotondo del 1920”.

Il libro-raccolta di Fantauzzi è un atto di coraggio in difesa del Santo ed è al tempo stesso un duro colpo a chi voleva Padre Pio in atteggiamenti peccaminosi con le donne a lui vicine e a chi in tutti questi anni ha intinto la penna nell’inchiostro al veleno.

Brunetto Fantauzzi, giornalista d’assalto, ha frequentato la Scuola Superiore di giornalismo presso l’Università di Urbino: si è specializzato in Circolazione aerea presso la scuola Aeronautica di Taranto, ha frequentato stage e master di editoria, giornalismo, marketing e pubblicità all’Università “Pro Deo” di New York, conseguendo i relativi attestati di doctorate. Pluripremiato. Formatosi alla Scuola di Ruggero Orlando (fu tra gli autori di coraggiose inchieste ad “ABC”) e Paolo Cavallina (elzevirista del quotidiano “Il giornale del Mezzogiorno”), ha collaborato ad importanti testate quali “L’Occhio” diretto da Maurizio Costanzo, “ Vip” diretto da Paolo Mosca, “il Caffé” diretto da Riccardo Colao.

Già corrispondente del quotidiano “Il Messaggero” (a soli 17 anni il primo servizio in prima pagina), Paese Sera, Corriere della Sera, l’Occhio, Rai ( TGR e cronache regionali), ANSA, riscuotendo il “Premio Corrispondente dell’anno” da una giuria composta da Andrea Barbato, Gianni Letta ed Emilio Fede.

Ha diretto giornali quotidiani per ben 700 periodici di varia natura dai fumetti, ai gialli, al rosa, all’attualità (registrate tra i Tribunali di Roma, Velletri, Milano, Monza, Salerno).

E’ stato anche Direttore responsabile di: “Gossip”, “I Castellani”, “ Stampa giudiziaria”, “Celebrity”, “Scandali”, “Sicurezza”, “Corriere Diplomatico”, “Detective and Security”, ma anche direttore di Vip, Scoop, Eva 3000.

Tipico giornalista d’inchiesta parlò per prima del giallo di Usticaanticipando di anni la conclusione della commissione di inchiesta, parlando di un missile che aveva colpito un dc9 dell’ITAVIA, contraddicendo i giornalisti che parlavano di cedimento strutturale, salvo poi rimangiarsi la tesi con una versione più complottista, golpista ed eversiva.

Denunciò alcuni ministri, industriali e sottosegretari per il malcostume politico imperante; i lager dell’assistenzialismo (il gerontocomio di Villa delle Querce, i villaggi per handicappati); il malcostume politico.

Nel suo mirino la superficialità culturale (spedì, sotto mentite spoglie una poesia di Eugenio Montale ad un concorso di poesie, mutandone la firma: la giuria non la riconobbe e la bocciò. Il Nobel: quasi uno sconosciuto).

Fondò a soli 22 anni” Musagete” una tra le più importanti riviste culturali degli anni 70 ed ebbe come collaboratori Guttuso, De Chirico, Moravia, Dacia Maraini, Costanzo Costantini, Raffaele La Capria, Milena Milani, etc. Ha organizzato alcune fra le più significative manifestazioni di cultura e di spettacolo nei Castelli  Romani: è segretario del Premio Giornalistico “Castelli Romani”, e del Premio Letterario “Gotto d’Oro”; direttore di “Moda-show” e di “Castelli” uno spettacolo realizzato per la Rai e che ha visto la partecipazione di Nino Manfredi, Loredana Bertè, Amedeo Minghi, Alba Parietti, Gigi Sabani, Tullio De Piscopo, Rita Pavone e Teddy Reno.

Docente di tecnica dell’Informazione, specializzazione del Gossip giornalismo popolare presso il corso dell’USPI, all’Università di Urbino negli anni 2007-2008-2009, sotto la guida della Preside Professoressa Giovanna Marzoli docente della facoltà di Sociologia. Plurilaureato presso le Università americane.

Le cronache spesso si sono occupate di lui perché pluridenunciato (147 querele per diffamazione e mezzo stampa),

Insomma una vita passata in Tribunale a difendersi per aver esercitato il diritto di informazione. Tantissime le querele subìte come quella di Raffaella Carrà e del padre: aveva sorpreso che il padre della soubrette viveva solo e abbandonato a Lavinio, con un lavoro da precario magazziniere in un negozio di autoricambi, nelle campagne romane a Lavinio; Enrica Bonaccorti ( di lei ha ritrovato e alcune foto “nature”); ha pubblicato gli strani “ vizietti” che aveva Maradona; Giuseppe Ciarrapico ( il padrone delle acque minerali italiane terme l’uscita di ogni numero di Flash quando nessuno osava citarlo pena lesa Sua maestà), ha sorpreso “ Marisa Laurito” alle prove senza mutande; Sabrina Ferilli immortalata dalla rivista gossipara Scandali 2000 a mezzo busto nature.

Denunciato dall’entourage della famiglia di Moana Pozzi (di cui è lo storico biografo con i suoi cinque libri e della non convinta versione familiare) i giudici assolsero il Fantauzzi per aver esercitato il diritto di cronaca ed opinione, prerogativa di ogni giornalista.

Autore, infine, di un articolo esilarante mai contestato ma curioso sulle leggende metropolitane che riprendeva le dicerie, i pettegolezzi sui figli di padri famosi.

E qui non riportiamo i personaggi, sia i padri che i figli per evitare le querele. Vista la denuncia facile del popolo italiota.

Noi ci teniamo all’incolumità giudiziaria.

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Una vita in tribunale inseguito dalle star: la vera storia di Brunetto Fantauzzi

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By redazione

Non solo attrici italiane, ma anche internazionali, hanno trascinato nei palazzi di giustizia il giornalista che ha perso, per queste…


Non solo attrici italiane, ma anche internazionali, hanno trascinato nei palazzi di giustizia il giornalista che ha perso, per queste cause pretestuose, il posto di lavoro e le varie direzioni che non ha più ripreso.

By Redazione 

Era il re del gossip! Come lo definì Prima Comunicazione, la bibbia del giornalismo Italiano. Dirigeva centinaia di giornali di ogni parte d’Italia, detenendo il guinness dei primati, direttore responsabile del maggior numero di testate giornalistiche italiane e nel contempo di giornalista più querelato. Soprattutto faceva le pulci alle attrici di casa nostra e pure a quelle internazionali. Ma nel gossip le sue gioie e dolori.

Nei suoi giornali ha parlato del firmamento stellare planetario. Insomma di tante ha pubblicato segreti, confidenze e gossip. Un vero e proprio cacciatore di scoop e dive. Pur di raggiungere gli obiettivi ha accumulato negli anniben duecento querele, ma ora passa all’attacco e denuncia egli stesso un’attrice famosa, rea di averle fatto perdere il posto.

Per esempio ha pubblicato Marisa Laurito, in vena di trasgressioni, in una televisione finalmente originale, venne sorpresa e pubblicata alle prove di Fantastico senza mutandine.

Numerose di queste hanno preferito querelarlo poiché non gradivano i suoi giudizi. E tra queste citiamo Letitia Castà, Raffaella Carrà, Enrica Bonaccorti, Sabrina Ferilli, Giuliana De Sio, Simona Tagli, Marinella di Grande Fratello, Manila Nazzaro di Miss Italia, Samantha de Grenet, Valeria Marini, Natalia Estrada, Paris Hilton, Katie Price, Magda Gomes, come pure deputati sindaci e vice ministri.

Insomma querele pretesto!

E malgrado sia stato pressoché sempre assolto il giornalista inseguito da querele e trascinato nei Tribunali ha perso credibilità e lavoro. Come successo con l’attrice Sabrina Ferilli che lo portò in Tribunale a Salerno. E dovette arrivare in Cassazione per dimostrare la sua innocenza. Ci vollero ben tre giudizi, ma nessuno ha restituito al Fantauzzi il lavoro, i soldi investiti a difendersi, le spese di giustizia e degli avvocati, il tempo sottratto alla famiglia e al lavoro.

Brunetto Fantauzzi giornalista, scrittore, direttore editoriale, il Poeta di “Un mondo d’Amore”, operatore culturale, il castiga-attrici, protagonista di battaglie sociali e civili, l’Editore di Licio Gelli, il biografo di Moana Pozzi, l’Autore di un libro sulle “Scomode verità” (Moana Pozzi, Marco Pantani, Luigi Tenco, Gabriella Ferri, Rino Gaetano e Loreto Taricone), editore lui stesso di libri che alti non pubblicavano come “ Le Poesie del silenzio” di Licio Gelli è poi passato al sacro con un libro verità per rispondere ai testi falsi su Padre Pio.

Spentesi le polemiche che riempirono giornali, talk show e blog, con il volume di Sergio Luzzatto su Padre Pio, Fantauzzi pubblica a sorpresa un nuovo volume “diverso” ed originale, vero, con un attacco agli attacchi di sempre alla sacralità del Santo. Ed esce:

Padre Pio: Il Santo perseguitato, convinto che il libro di Luzzatto, Guarino e le altre accuse stiano a rappresentare gratuiti atti di accusa contro Padre Pio sulla base di sospetti vecchi e da tempo chiariti e superati.

Quasi in un’antologia, Fantauzzi  nel volume raccoglie i testi più significativi e documentativi della verità provata contro le fandonie sparse sul Santo, a  partire dalla storia delle stimmate dai detrattori definite “sovrastrutture o semplici proiezioni mentali”. Fantauzzi ha fatto parlare scrittori ed amici con l’obiettivo di dimostrare “come i vecchi sospetti” raccolti da Mario Guarino, prima e da Sergio Luzzato, dopo, siano stati alibi per attacchi gratuiti e immotivati, proprio cominciando dal tema delle stimmate che lo stesso Padre Agostino Gemelli, lungamente contrario al frate di San Giovanni Rotondo, dovette ammettere, alla fine dei suoi giorni che si era sbagliato e chiedere scusa.

E poi le accuse, tutte le falsità, le bugie gli inganni che fecero crollare anche la buona fede di Papa Giovanni XXIII che, circondato e aizzato da collaboratori interessati ad usar il “tesoro di Padre Pio” per ripianare il buco nero provocato dallo scandalo Giuffrè, dava credito, seppur con il beneficio dell’inventario (sic vera sunt ), alle malelingue. Oltre alle falsità sulle stimmate Fantauzzi ha raccolto testi che smentisconola versione di un Padre Pio “clerico-fascista” e reazionario fomentatore di repressioni e stragi, come la presunta “causa dell’eccidio di San Giovanni Rotondo del 1920”.

Il libro-raccolta di Fantauzzi è un atto di coraggio in difesa del Santo ed è al tempo stesso un duro colpo a chi voleva Padre Pio in atteggiamenti peccaminosi con le donne a lui vicine e a chi in tutti questi anni ha intinto la penna nell’inchiostro al veleno.

Brunetto Fantauzzi, giornalista d’assalto, ha frequentato la Scuola Superiore di giornalismo presso l’Università di Urbino: si è specializzato in Circolazione aerea presso la scuola Aeronautica di Taranto, ha frequentato stage e master di editoria, giornalismo, marketing e pubblicità all’Università “Pro Deo” di New York, conseguendo i relativi attestati di doctorate. Pluripremiato. Formatosi alla Scuola di Ruggero Orlando (fu tra gli autori di coraggiose inchieste ad “ABC”) e Paolo Cavallina (elzevirista del quotidiano “Il giornale del Mezzogiorno”), ha collaborato ad importanti testate quali “L’Occhio” diretto da Maurizio Costanzo, “ Vip” diretto da Paolo Mosca, “il Caffé” diretto da Riccardo Colao.

Già corrispondente del quotidiano “Il Messaggero” (a soli 17 anni il primo servizio in prima pagina), Paese Sera, Corriere della Sera, l’Occhio, Rai ( TGR e cronache regionali), ANSA, riscuotendo il “Premio Corrispondente dell’anno” da una giuria composta da Andrea Barbato, Gianni Letta ed Emilio Fede.

Ha diretto giornali quotidiani per ben 700 periodici di varia natura dai fumetti, ai gialli, al rosa, all’attualità (registrate tra i Tribunali di Roma, Velletri, Milano, Monza, Salerno).

E’ stato anche Direttore responsabile di: “Gossip”, “I Castellani”, “ Stampa giudiziaria”, “Celebrity”, “Scandali”, “Sicurezza”, “Corriere Diplomatico”, “Detective and Security”, ma anche direttore di Vip, Scoop, Eva 3000.

Tipico giornalista d’inchiesta parlò per prima del giallo di Usticaanticipando di anni la conclusione della commissione di inchiesta, parlando di un missile che aveva colpito un dc9 dell’ITAVIA, contraddicendo i giornalisti che parlavano di cedimento strutturale, salvo poi rimangiarsi la tesi con una versione più complottista, golpista ed eversiva.

Denunciò alcuni ministri, industriali e sottosegretari per il malcostume politico imperante; i lager dell’assistenzialismo (il gerontocomio di Villa delle Querce, i villaggi per handicappati); il malcostume politico.

Nel suo mirino la superficialità culturale (spedì, sotto mentite spoglie una poesia di Eugenio Montale ad un concorso di poesie, mutandone la firma: la giuria non la riconobbe e la bocciò. Il Nobel: quasi uno sconosciuto).

Fondò a soli 22 anni” Musagete” una tra le più importanti riviste culturali degli anni 70 ed ebbe come collaboratori Guttuso, De Chirico, Moravia, Dacia Maraini, Costanzo Costantini, Raffaele La Capria, Milena Milani, etc. Ha organizzato alcune fra le più significative manifestazioni di cultura e di spettacolo nei Castelli  Romani: è segretario del Premio Giornalistico “Castelli Romani”, e del Premio Letterario “Gotto d’Oro”; direttore di “Moda-show” e di “Castelli” uno spettacolo realizzato per la Rai e che ha visto la partecipazione di Nino Manfredi, Loredana Bertè, Amedeo Minghi, Alba Parietti, Gigi Sabani, Tullio De Piscopo, Rita Pavone e Teddy Reno.

Docente di tecnica dell’Informazione, specializzazione del Gossip giornalismo popolare presso il corso dell’USPI, all’Università di Urbino negli anni 2007-2008-2009, sotto la guida della Preside Professoressa Giovanna Marzoli docente della facoltà di Sociologia. Plurilaureato presso le Università americane.

Le cronache spesso si sono occupate di lui perché pluridenunciato (147 querele per diffamazione e mezzo stampa),

Insomma una vita passata in Tribunale a difendersi per aver esercitato il diritto di informazione. Tantissime le querele subìte come quella di Raffaella Carrà e del padre: aveva sorpreso che il padre della soubrette viveva solo e abbandonato a Lavinio, con un lavoro da precario magazziniere in un negozio di autoricambi, nelle campagne romane a Lavinio; Enrica Bonaccorti ( di lei ha ritrovato e alcune foto “nature”); ha pubblicato gli strani “ vizietti” che aveva Maradona; Giuseppe Ciarrapico ( il padrone delle acque minerali italiane terme l’uscita di ogni numero di Flash quando nessuno osava citarlo pena lesa Sua maestà), ha sorpreso “ Marisa Laurito” alle prove senza mutande; Sabrina Ferilli immortalata dalla rivista gossipara Scandali 2000 a mezzo busto nature.

Denunciato dall’entourage della famiglia di Moana Pozzi (di cui è lo storico biografo con i suoi cinque libri e della non convinta versione familiare) i giudici assolsero il Fantauzzi per aver esercitato il diritto di cronaca ed opinione, prerogativa di ogni giornalista.

Autore, infine, di un articolo esilarante mai contestato ma curioso sulle leggende metropolitane che riprendeva le dicerie, i pettegolezzi sui figli di padri famosi.

E qui non riportiamo i personaggi, sia i padri che i figli per evitare le querele. Vista la denuncia facile del popolo italiota.

Noi ci teniamo all’incolumità giudiziaria.

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Infezioni in ospedale, provocano troppe vittime

di Brunetto Fantauzzi   – Allarme infezioni ospedaliere: Italia fanalino di coda in sicurezza in Europa. Si tratta…


di Brunetto Fantauzzi

Roma, Aprile 2021 – Allarme infezioni ospedaliere: Italia fanalino di coda in sicurezza in Europa. Si tratta di una vera e propria emergenza sanitaria, un dramma che giorno dopo giorno si consuma tra i corridoi e i reparti delle strutture sanitarie che, secondo gli esperti, potrebbe essere almeno in parte evitato. R tutto questo già prima del COVID- 

Un flagello che, secondo i dati forniti dallo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), avrebbe causato qualche anno fa in Italia 7.800 decessi, con una probabilità di contrarre infezioni durante un ricovero ospedaliero del’6%. Parliamo di 530 mila casi ogni anno: dati che pongono il nostro Paese all’ultimo posto in Europa. A conferma di questo scenario, gli ultimi dati forniti dal Rapporto Osserva salute 2018, che testimoniano come in 13 anni è raddoppiata la mortalità sepsi-correlata passando da 18.668 decessidel 2003 a 49.301 del 2016.

Infezioni in ospedale, provocano troppe vittime.

Il documento programmatico vuole essere punto di riferimento per fornire alle istituzioni una guida per affrontare il tema. Sorveglianza e controllo sono le due parole chiave protagoniste del documento insieme all’attuazione delle “buone pratiche” ovvero l’adozione di alcuni semplici ma fondamentali passaggi. A partire dalla più nota pratica lavaggio delle mani, ma non solo. Il problema è ben più complesso per questo motivo si auspica che vengano rinforzati il sistema di prevenzione lungo tutto il percorso assistenziale, partendo da una sicura e certificata sterilizzazione dello strumentario chirurgico, ad un’ottima preparazione del campo operatorio e sistemi di barriera, al riscaldamento del paziente durante un’operazione chirurgica, all’uso di medicazioni in grado di tenere sotto controllo eventuali infezioni dovute all’accesso venoso attraverso il catetere.

“Il fenomeno delle infezioni ospedaliere o durante l’assistenza sanitaria e sociosanitaria – dichiara Antonio De Poli, Questore Senato della Repubblica – è senza dubbio importante e non va sottovalutato. Il 30% delle infezioni si possono prevenire. Bisogna agire concretamente attraverso un piano strategico di prevenzione di valenza nazionale e un programma di vigilanza omogeneo da Nord a Sud in modo tale da poter controllare il fenomeno”. Il fenomeno della resistenza agli antimicrobici è ormai di ampiezza globale. 

Per combattere la diffusione di infezioni è necessario, quindi, un lavoro condiviso tra esponenti del mondo politico, di quello sanitario e le industrie del settore”.

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Focolaio Covid nella residenza di Trump s a Mar aLago : chiusa parte del club

Di Lorena Fantauzzi

Il club Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida, dove risiede l’ex presidente Usa, Donald Trump, èstato parzialmente chiuso a causa di un focolaio di Covid tra i dipendenti. Mar-a-Lago, dove Trump si è trasferito dopo la sconfitta alle presidenziali dello scorso novembre, ha chiuso il Beach Club e la sala da pranzo a la carte dopo che un numero imprecisato di dipendenti è risultato positivo. Restano aperti i servizi per banchetti ed eventi.   

“Poiché alcuni membri del nostro staff sono recentemente risultati positivi al Covid, sospenderemo temporaneamente il servizio presso il Beach Club e nella sala da pranzo à la carte. E’ una misura precauzionale e vi informeremo quando riprenderanno i servizi”, si legge nella nota inviata agli ospiti. Lo staff ha assicurato che “tutte le misure di risposta appropriate sono già state prese in conformità con le linee guida dei Cdc (Centri federali per il controllo e la prevenzione delle malattie), inclusa l’attivazione di una disinfestazione approfondita delle aree colpite e di tutte le strutture”.   

Trump, sua moglie Melania Trump e il figlio Barron vivono nella villa da quando si sono trasferiti dalla Casa Bianca a gennaio, lo stesso giorno in cui è entrato in carica il democratico Joe Biden. Tutti e tre hanno contratto il Covid l’anno scorso. 

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Giletti tra malattia e ricoveri, affida il suo dramma nelle mani della Madonna di Lourdes

Di Lorena Fantauzzi

Massimo Giletti, tra i conduttori più amati della tv, ha rivelato qualche tempo fa un problema molto serio che l’ha colpito in adolescenza

Tra i conduttori più apprezzati dal pubblico, che hanno dimostrato grande dinamismo nel corso della propria carriera, rientra senza dubbio Massimo Giletti. Personaggio che ha saputo costruire un percorso eccezionale sul piccolo schermo, il conduttore nativo di Torino ad oggi è uno dei volti noti e più rappresentativi della televisione italiana.

Massimo Giletti

Ormai da tempo Giletti è sbarcato su La7, dove ricopre un ruolo importante essendo al timone de ‘Non è l’Arena‘, dove diverse tematiche vengono trattate sotto l’attento sguardo di Massimo, conduttore a 360° soprattutto nel saper gestire anche questioni estremamente spigolose.

Polemiche, come una delle ultime che ha visto protagonista il cantante neomelodico Tony Colombo e la compagna Tina Rispoli, o anche il caso del Ministro Bonafede ed il lockdown. Soltanto per citarne alcuni, a ‘Non è l’Arena’ Giletti ha costruito una macchina dove l’attualità la fa da padrona, cosi come il denunciare ciò che non funziona all’interno del nostro paese.

Come accade ormai spesso per tanti personaggi della televisione, anche dietro la figura di Massimo si nasconde una storia difficile. Un problema che lo ha condizionato nella sua adolescenze ed inevitabilmente nel suo percorso di crescita.

Massimo Giletti e la malattia

Massimo ne ha parlato qualche tempo, ai microfoni di ‘Maria con te’, di fatto un’occasione per testimoniare la sua grande fede e la devozione per la Madonna di Lourdes. Giletti, insomma, ha vissuto una problematica molto seria negli anni della gioventù.

“Ero affetto da una forma grave di scoliosi e ho dovuto portare corsetti, busti in gesso ed essere ricoverato più volte in ospedale”, ha spiegato Giletti. Un retroscena che molto non conoscevano, e del quale il conduttore ha finalmente deciso di parlare a cuore aperto.

Giletti e la rivelazione su Lourdes

Cosi Massimo ha spiegato quanto sia stato difficile per lui affrontare questo tipo di problema: “Per un bambino prima, e un adolescente poi, non è stata un’esperienza facile ma le fatiche di quel periodo mi hanno temprato per il futuro…”.

Poi la rivelazione, riguardo il suo attaccamento a Lourdes e la Madonna: “Nella mia vita ho fatto trenta viaggi a Lourdes. Ho avuto tanti contatti diretti con i malati, lavorando nelle piscine e, per i primi venti anni, andando anche in treno con loro. Quel luogo per me significa la presenza viva della Madonna”.

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L’Aquila, crolla un fabbricato: morti due operai rimasti sotto le macerie

In un primo momento i soccorritori hanno sentito le voci dei lavoratori, confidando quindi di poterli salvare. Ma per entrambi non c’è stato nulla da fare

L'Aquila, crolla un fabbricato: morti due operai rimasti sotto le macerie
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L'Aquila, crolla un fabbricato: morti due operai rimasti sotto le macerie

Due operai sono morti a San Pio delle Camere (L’Aquila) durante la demolizione di un fabbricato nel centro storico, nell’ambito di un intervento di ricostruzione di uno stabile danneggiato dal terremoto del 2009. Dopo il crollo della struttura i lavoratori sono rimasti bloccati sotto le macerie. In un primo momento i soccorritori avevano sentito i lamenti, confidando quindi di poterli salvare. Ma poi per i due non c’è stato nulla da fare.

A perdere la vita Cristian Susanu, romeno di 42 anni residente a Roio, frazione del Comune dell’Aquila, e Dzevdet Uzeiri, macedone, 61 anni, residente a Castelnuovo, frazione di San Pio delle Camere. Altri tre operai sono riusciti miracolosamente a mettersi in salvo. Stando a quanto emerso, a cedere sarebbe stato un elemento portante del fabbricato probabilmente toccato in qualche modo nel corso delle operazioni di preparazione della demolizione che non prevedeva l’utilizzo di gru.

“Un fatto grave che ci addolora – ha commentato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra -. L’ennesima tragedia che chiama in causa la mancanza di prevenzione e l’insufficienza dei controlli. Senza sicurezza non c’è dignità del lavoro”.

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GFvip: setta satanica sulla morte di uno sceneggiatore

Lungo interrogatorio per Gabriel Garko

Di Lorena Fantauzzi

Si allunga la lista dei vip sentiti in Procura a Roma come persone informate sui fatti nell’ambito dell’inchiesta per istigazione al suicidio in relazione alla morte del produttore e sceneggiatore Teodosio Losito, 56 anni, trovato senza vita nella sua abitazione romana l8 gennaio del 2019. I pm di piazzale Clodio hanno ascoltato ieri l’attore Gabriel Garko. Nei giorni scorsi ad essere convocata dai pm capitolini era stata l’attrice Adua Del Vesco che nel corso della trasmissione «Grande Fratello Vip», parlando con un altro concorrente, Massimiliano Morra, aveva fatto riferimento ad una presunta setta di cui entrambi avrebbero fatto parte insieme con il produttore scomparso.

I due concorrenti della nota trasmissione furono sorpresi dalle telecamere della «casa» mentre discutevano di un «carnefice oscuro e spietato» (chiamato «Lucifero») e di « numerose vittime che per anni non hanno denunciato esperienze traumatiche».

Gabriel Garko

Nella stessa puntata del «Gf Vip» la coppia fece anche degli espliciti riferimenti alla casa di produzione Ares Film, con cui entrambi hanno lavorato: casa di produzione fondata dal manager Alberto Tarallo e dal suo compagno Losito. La Ares ha realizzato decine di fiction famose tra cui serie diventate cult.

Del Vesco e Morra nella puntata «incriminata» usarono parole pesanti, ipotizzando un clima di «plagio» con una sorta di gran burattinaio che teneva le fila di «relazioni organizzate a tavolino, con storie d’amore finte create per alimentare il gossip», come quella tra Gabriel Garko e la stessa Adua Del Vesco.

Imbarazzanti alcune delle frasi pronunciate dalla Del Vesco e di cui i pm romani le hanno chiesto conto durante l’interrogatorio. Ad esempio, a cosa si riferiva la Del Vesco quando ha detto: «Se fossi rimasta, avrei fatto la sua fine. Tu non immagini cosa ho passato! Ero veramente sola, con il suo gesto Teo ha liberato anche me, altrimenti oggi non sarei più qui… che poi io non ci credo che sia stato un suicidio, sai? Tanto sappiamo bene chi è l’ artefice di tutto questo schifo…».

«I due spiatissimi reclusi – sostiene il «Corriere della sera» – alludevano alla tragica morte di Teodosio Losito, ex cantante e poi sceneggiatore dei feuilleton campioni di ascolti che la Ares Produzioni del compagno Alberto Tarallo confezionava per Mediaset». Losito fu trovato morto nella sua casa a Roma impiccato a un termosifone: un caso che fu subito catalogato come un suicidio al culmine di una «crisi di disperazione».


Ma la famiglia di Losito contestò subito questa ipotesi, facendo in modo che la Procura di Roma aprisse un’inchiesta per istigazione al suicidio; insomma, i pm non escludono che ad aver spinto «Teo» Losito a uccidersi, possa essere stata una persona «a lui molto vicina».

Criptico il messaggio scritto su Instagram da Adua De Vesco pochi minuti prima di essere audita dal pm Carlo Villani, che coordina le indagini sulla morte di Losito: «La verità scavalcherà ogni segnale di omertà».

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TROPPI FURTI AL CIMITERO DI MARINO E NESSUNO INTERVIENE

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Di Brunetto Fantauzzi 

Massimiliano ha portato un artistico Rosario ad Erica, sua amica defunta presso il cimitero di Marino, con il segreto desiderio che il viaggio fosse andato bene. il desiderio si è realizzato, ma quando è tornato a Marino, hai me la clamorosa sorpresa : sulla tomba dell’amica non ha trovato l’oggetto lasciato! Ormai è una continua lamentela al sindaco, ai responsabili del cimitero e alla alla multiservizi: tutti che lamentano furti al cimitero di Marino in in poco tempo sono stati asportati fiori, soggetti sacri e affetti e affettivi. Molte persone si lamentano e tutti ripetono le stesse litanie: mi hanno rubato foto, oggetti . Intanto il furto al cimitero sta diventando una moda e amplificata anche dai social. Addirittura Facebook li amplifica. Sindaco e vigilanti non fanno nulla per far desistere questo atteggiamento quasi sacrilego.

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MARIOLETTA BIDERI per BIS TREMILA SRL

MARIOLETTA BIDERI per BIS TREMILA SRL

presenta

NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

di e con Melania Giglio

regia di Marco Carniti

a sostegno di ACTO Onlus Alleanza contro il tumore ovarico

dedicato a tutte le donne in memoria di Flavia Bideri

8 MARZO ORE 18 e ORE 21

LIVE STREAMING SUL CANALE YOUTUBE BISTREMILA

di Lorena Fantauzzi

In occasione della Giornata internazionale della donna, lunedì 8 marzo, si terrà in diretta streaming il recital“Nel paese delle meraviglie”. Protagonista Melania Giglio, diretta da Marco Carniti. La pièce è proposta in ricordo di Flavia Bideri, fondatrice e prima presidente della onlus Acto (Alleanza contro il tumore ovarico) persostenere le donne che lottano contro questa malattia.

È il racconto di un viaggio fantastico che vive Mela, scaraventata dal mondo reale al Paese delle Meraviglie. La scena è occupata interamente da un enorme abito-scenografia realizzato da Fabiana Di Marco. L’originale e caleidoscopico abito conduce gli spettatori in uno strano e immaginario mondo delle meraviglie. 

Le canzoni dello spettacolo saranno tutte rigorosamente eseguite dal vivo. 

Come era accaduto ad Alice, anche Mela cade nella tana del Bianconiglio. Si ritrova stupita ad esplorare unanuova e folle realtà con curiosità e divertimento. Nel Paese delle Meraviglie non ci sono regole, le leggi sono completamente nuove e spiazzanti. 

Mela possiede un’unica guida per esplorare un universo completamente sconosciuto: le voci che affollano questo mondo fantastico e che la aiuteranno a riscoprire che cosa siano gioia, passione, divertimento, follia edesiderio. 

A poco a poco la protagonista comincerà a rammentarese stessa, a ricostruire la propria identità, sentendosi a volte gigantesca, a volte piccolissima. Alla fine della sua avventura ricorderà anche il motivo per cui era stata scaraventata in questa enorme scatola magica e, con un inatteso colpo di scena, svelerà il mistero della sua presenza in questo e nell’altro mondo. 

LINK STREAMINGrtmp://x.rtmp.youtube.com/live2

LINK PROFILO YT BISTREMILA:

https://www.youtube.com/channel/UC5Yr2zF1TCnmCwbGRC7sltA

oppure cliccando sull’immagine dedicata nella home page del sito bistremila.it

spettacolo di repertorio a titolo gratuito ©BIS TREMILA Srl

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