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Alessandra Vernacchia: Alla scoperta del Wound Care

L’emergenza sanitaria coronavirus Covid-19 con le restrizioni sugli spostamenti, la chiusura delle attività commerciali, delle scuole, dei teatri, dei cinema, il divieto degli assembramenti nei luoghi pubblici con l’obbligo di evitare contatti e indossare la mascherina ha cambiato radicalmente le nostre vite e le nostre abitudini.
È cambiata altresì la percezione del nostro tempo e ci siamo dovuti in qualche modo adattare e ingegnare, tipico poi di noi italiani. Scopriamo allora questo nuovo tempo, per esorcizzare anche un po’ la paura di fronte a questo “sconosciuto” nemico. Per non arrenderci, per continuare a combattere questa guerra con tutte le nostre armi, per cercare di sostenere anche con le nostre storie gli eroici “soldati” che combattono in prima linea, in primis i nostri dottori e infermieri. Per scoprirci e riscoprirci raccontiamoci, attendendo tempi migliori.
Oggi lo facciamo con La Dott.ssa Alessandra Vernacchia infermiera legale forense specializzata in Wound Care Ha scritto diversi articoli su riviste sanitarie a carattere specialistico. Autrice del sito: «Il dito nella piaga». Si occupa di sviluppare la parte clinica, nella sua Azienda di riferimento, confrontandosi con gli Opinion Leader del settore e con le nuove figure che si approcciano al mondo della prevenzione e trattamento delle lesioni. Autrice di diversi ebook in tema di Wound Care a favore del caregiver e degli addetti ai lavori. Una vita professionale dedicata al Wound Care e alle corrette tecniche assistenziali basate sulle nuove linee guida e documenti di posizionamento esistenti. Membro fondatore del progetto wulnotech . Ci racconti come nasce l’idea di questo progetto….. “Durante la pandemia il mio cellulare è stato protagonista di continue richieste di aiuto. La popolazione Barese (e non solo) ha subito un vuoto assistenziale da parte degli operatori sanitari, concentrati nella lotta all Covid 19. L’assistenza domiciliare ha subito un forte rallentamento e la chiusura di reparti specialistici ha portato l’utenza alla più completa disperazione. Confrontandoci con i colleghi, Ivan Santoro di Bergamo e Sonia Silvestrini di Roma, ci siamo resi conto di essere tutti nella stessa barca. Le persone ci ricercavano tramite internet, facendo riferimento ai vari articoli scritti e ad i vari post su Fb, Linkedin etc. Così abbiamo deciso di realizzare Wulnotech ®️ un progetto di formazione rivolto non solo agli addetti al lavoro, ma anche ai care giver. Abbiamo aiutato diverse famiglie a risolvere un problema che tuttavia ha molto di sommerso.”
Cosa significa Wound care? “L’espressione Wound Care è formata dai due termini di lingua inglese : “Wound” che significa “ferita” e “Care” che potremmo tradurre in italiano nel “prendersi cura di qualcosa o qualcuno” quindi “assistenza a persone con problemi di lesioni cutanee”. E’ naturale associare la cura alla professione Infermieristica in quanto, per definizione, l’infermiere è “colui che assiste, che si prende cura del malato…”. Ed è da qui che il nostro primo Webinar ha preso il nome. “La cute esige rispetto”. Purtroppo nella nostra quotidianità spesso ci dimentichiamo che la nostra pelle è un organo e la sottoponiamo a diversi stress. Inoltre, esiste poca cultura in tema di prevenzione delle Lesioni. In genere si interviene quando il danno si è già presentato.”
Di cosa si occupa esattamente l’Infermiere specialista in Wound Care?”L’infermiere specialista in Wound Care è il professionista che ha conseguito il Master unversitario, riconosciuto dallo stato Italiano ed in grado di gestire le lesioni cutanee dalla prevenzione alla cura, sempre (o quasi) integrato in un team multidisciplinare. Tuttavia, aver conseguito un Master Universitario non significa essere in grado di agire senza avere dei dubbi. E’ necessario il continuo studio ed aggiornamento. La conoscenza approfondita delle azioni da mette in atto per la prevenire l’insorgenza di tali lesioni, delle metodologie di cura, delle medicazioni e dei dispositivi innovativi, ci porta ad un costante perfezionamento. Inoltre la ricerca scientifica si aggiorna rapidamente anche grazie ai nuovi mezzi di comunicazione. Il web ci consente quasi in tempo reale, di fruire di studi la cui diffusione in altri contesti avrebbe richiesto anni. Nella pratica quotidiana, l’utilizzo di evidenze scientifiche, ossia del risultato dei più attuali e autorevoli studi di ricerca e sperimentazioni cliniche, rendono sempre di più mirati gli interventi di prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee. Il principio è efficacia efficienza, riproducibilità e personalizzazione. Ma vi posso assicurare che serve soprattutto molta pratica.”
A seguito del successo relativo al vostro primo webinar la cute esige rispetto, si sente si rilasciare qualche anticipazione relativa a quello del 17 aprile?”Il successo è stato decretato dal pubblico che ci ha seguito e dai circa 400 accessi fuori registrazione che si sono collegati al Webinar. Il nostro intento è “PARLARE UNA LINGUA COMUNE” per comprendere di cosa stiamo parlando e quindi uniformare la comunicazione. Purtroppo come in tutti i percorsi formativi, il sapere detenuto dal docente potrebbe essere non veicolato in maniera adeguata. Molte informazioni possono essere distorte. Il nostro impegno è basilare. Uniformare le informazioni e veicolarle nella maniera più corretta. Il 17/4 parleremo di nutrizione. Un argomento particolarmente delicato. Con l’esternalizzazione del servizio mensa, è difficile avere un pasto decente in ospedale. Inoltre, negli anziani, non si tiene conto dei problemi legati all’edentulia o a protesi talmente mobili che rendono difficile la masticazione. Un paziente con lesioni cutanee necessita di un supporto alimentare che gli consenta di assimilare dei nutrienti necessari e fondamentali per il processo di riparazione. Nutrienti difficili da ingerire con i pasti, in quanto presenti in cibi che solitamente non vengono somministrati in ospedale. Mi capita spesso di osservare diete confezionate per tali pazienti, in cui viene inserito l’Omogeneizzato pediatrico a soluzione dei problemi masticatori. Ma l’omogenizzato è formulato per neonati/bambini che pesano pochi chili rispetto ad un anziano e quindi hanno un apporto nutrizionale assolutamente inadeguato.”
Quali saranno i progetti futuri che Wulnotech vorrà realizzare?”Al momento ci limitiamo alla formazione. Considerando che entrambi lavoriamo, quindi il nostro impegno è limitato al tempo libero che sottraiamo alla famiglia ed al nostro sociale per la professione.
Abbiamo diversi progetti nel cilindro, ma preferiamo non destare false attese. Tutto deve essere commisurato alle nostre possibilità. Sicuramente ci piacerebbe coinvolgere altri colleghi in senso ampio, perché peroriamo la multidisciplinarietà. Ognuno di noi, con il proprio bagaglio esperenziale ci può arricchire. Vorremmo fare “RETE” sul tutto il territorio nazionale. Dare indicazioni precise all’utenza che non riesce a reperire informazioni. Ma è anche bello sottolineare che il nostro sito “Il dito nella piaga” ha un 20% di lettori esteri. Ci seguono da Egitto, America, Portogallo e dai paesi dell’Est. Questo è un segnale forte, ad indicare che stiamo perseguendo la giusta strada.”

Dott.ssa Emanuela Maria Maritato

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Arte e spettacolo Attualità News

Fabrizia Santarelli: “Voglio dare qualcosa di mio a questo mondo”

Ciò che appare subito evidente nel dialogo con Fabrizia Santarelli è la spontaneità con la quale racconta la sua vita e svela gli aneddoti che hanno fatto da cornice al suo successo.
Una vita di sacrifici guidata dall’amore per il diritto e dalla voglia di mettere qualcosa di nuovo a questo mondo, qualcosa che sia frutto del suo lavoro e della sua professionalità.
“La vita è una, e voglio che la mia sia speciale”, basterebbe questa sua frase per descrivere Fabrizia Santarelli; una donna con dei valori veri, una grande intelligenza sfruttata in pieno che le ha permesso di laurearsi in Giurisprudenza con 110 e lode a 24 anni senza però mai trascurare la passione per la moda e lo spettacolo.
Il valore della famiglia e la grande fede hanno portato Fabrizia a distinguersi dalla massa, consentendole di raggiungere molti obiettivi prefissati e ponendo le basi per quelli che verranno, in cui metterà ancor più determinazione.
“E non lasciare andare un giorno per ritrovar te stesso, figlio di un cielo così bello, perché la vita è adesso“, il filo conduttore che lega le parole di Claudio Baglioni alla vita di Fabrizia Santarelli apre la nostra intervista, nella quale la giovane barese racconta il suo destino, in bilico tra moda e diritto!

Dalla laurea in Giurisprudenza al ruolo di “Bonasorte” ad Avanti un altro, chi è Fabrizia?
“Fin da piccola ho sempre avuto un grande amore per lo studio ed in particolare per il diritto. Mi sono laureata in Giurisprudenza a 24 anni ed ho sempre avuto il grande obiettivo di diventare magistrato. Lavoro nella moda da quando avevo 14 anni e mi sono sempre mantenuta da sola, pagandomi gli studi e cercando di non pesare economicamente sui miei genitori. Ho vissuto due vite in pratica, mosse da due passioni all’antitesi come la moda e il diritto. Dopo la laurea ho fatto 18 mesi di pratica in corte di appello, pur trovandomi benissimo ed amando quel mondo sentivo che mi mancava qualcosa, sentivo l’esigenza di colmare in qualche modo una lacuna artistica che avevo e mi sono trasferita a Roma, dove mi sono diplomata in un’accademia di cinema. Conoscere artisti del calibro di Pupi Avati, Gabriele Muccino e Michele Placido mi ha reso felice, mi sono sentita libera come non mai. Ho sempre però continuato a lavorare come modella e sono felice che siano da poco andate in onda le puntate nelle quali ho partecipato ad “Avanti un altro” interpretando la “bonasorte”.

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Il ruolo della “Bonasorte” è stato molto importante per te, ci racconti come sei arrivata al programma?
“Ho fatto il casting e sembrava tutto finito lì, ho continuato a lavorare come modella normalmente. Un giorno mentre mi stavo preparando per uno shooting mi chiamò la redazione di “Avanti un altro”, rimasi incredula, mollai tutto e corsi a Roma, fu tutto improvviso ma allo stesso tempo emozionante.”

Paolo Bonolis e Luca Laurenti sono quelli che vediamo in tv anche nella vita reale?
“Ho sempre amato il programma e per me è stato un sogno potervi partecipare. Paolo e Luca forse sono addirittura migliori di ciò che appare, sono persone meravigliose, professionali ma allo stesso tempo amorevoli ed estremamente educate. Tutto lo staff mi ha accolto con tanto entusiasmo, ripeto è stata un’esperienza formativa ed emozionante per me, da tutti i punti di vista.”

Quanto sono importanti i social nella tua vita?
“Credo non ci sia nulla di più bello della vita reale; potersi confrontare e crescere con il dialogo faccia a faccia è la cosa più bella del mondo. Non nego però che i social mi piacciono, mi hanno dato l’opportunità di crescere e grazie ai social ho anche trovato importanti accordi lavorativi.”

Che importanza ha la famiglia nella tua vita?
“La mia famiglia è il dono più grande che Dio mi ha dato. Siamo molto uniti, mamma e papà si sono sposati a 19 anni e sono la dimostrazione vera dell’amore. Siamo in 5 a casa e con mio fratello e mia sorella ho un rapporto bellissimo. La mia famiglia è tutta la mia vita.”

Come gestisci il rapporto con i followers?
“Ricevo molti complimenti e sono felicissima di questo. Oltre ai complimenti sul mio lato estetico, che ovviamente fanno piacere, mi toccano particolarmente tutti i commenti positivi anche delle ragazze sul mio carattere e sulla mia persona, ecco vado fiera di questo. Mi emoziona più un commento sul mio carattere che sulla bellezza fisica”

Usi i social per mostrare anche il tuo corpo, non hai mai paura di essere giudicata?
“Voglio essere libera di mostrarmi come voglio, non penso a quello che dice la gente, se fa star bene a me lo faccio, altrimenti no. Siamo nel 2021 e quando mostro il mio corpo lo faccio anche perché sono fiera del lavoro che ho fatto; mi piace tenermi in linea, faccio fitness e mi alleno anche quando non mi andrebbe, se vedo ripagati tutti i miei sacrifici sono contenta, vado fiera di ciò che sono.”

Faresti un reality?
“Si, mi piacerebbe mettermi in gioco con un’esperienza di questo tipo, sarebbe un’occasione per farmi conoscere a 360 gradi.”

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?
“Sono sicura di essere una persona che ha tanto da dare, voglio semplicemente trasmettere alle persone qualcosa di mio. Il cinema e lo spettacolo sono indubbiamente dei grandi trampolini di lancio per me e mi spingono a rincorrere le mie passioni.
Mi ritengo una persona molto poliedrica, affronto tutto con serenità e passione, penso che avere una base culturale alle spalle sia fondamentale e sono orgogliosa del percorso di studi che ho fatto.”

a cura di Dario De Fenu

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Attualità Tutela dei cittadini

NUCLEARE, ASSOTUTELA: “ASSOLUTO ‘NO’ A SCORIE RADIOATTIVE NEL VITERBESE”

“Come associazione che tutela i cittadini del territorio regionale del Lazio, intendiamo esternare il nostro assoluto e chiaro “no” a qualsiasi possibilità di deposito di scorie nucleari nella provincia di Viterbo, come invece sembrerebbe previsto dalla Carta nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee alla localizzazione del Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi.

Siamo di fronte a una ipotesi fuori luogo e che da settimane sta creando apprensione nella collettività. Questa associazione è dell’opinione che la Tuscia e il territorio regionale abbiano già dato tantissimo in questo complesso e delicato settore, e che non possa attualmente più ospitare rifiuti radioattivi. Siamo molto contenti dunque della recente presa di posizione della Regione che ha confermato ancora una volta la non idoneità del Lazio ad accogliere il deposito nazionale di scorie nucleari: in particolare, i 22 siti individuati nella provincia di Viterbo. Continueremo a vigilare a difesa della salute e dei diritti dei cittadini”.
Così, in una nota, il presidente dell’associazione Assotutela, Michel Emi Maritato.

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Attualità News

Marika Baldini: “Sui social cerco di affrontare tematiche di vita quotidiana, sono una persona normale che vive la sua vita privata fuori da Instagram”

Modella, Showgirl e tifosissima della Roma, Marika Baldini è da anni persona molto nota sui social dove è apprezzata per la sua immensa bellezza e sensualità.
Dietro ad un lato estetico così perfetto si cela una donna matura, con un carattere forte e tanta personalità.
In questa intervista esclusiva Marika rivela le sue ambizioni future e la voglia di mettere in mostra tutta la sua simpatia che lei ribadisce essere superiore alla bellezza.


Quanto è stato importante per te partecipare ad un reality?
“Per alcuni lati mi ha svantaggiata, diciamo che prima i reality non avevano la grande importanza che hanno ora e forse in quel periodo non ero pronta, ero troppo piccola e presa da altre cose.”
Sei molto privata e per una persona nota come te non è facile, pensi sia questo che ti differenzia dalle altre?
“Non penso sia questo a differenziarmi, bensì il fatto che io con i social parlo di alcune cose che vengono trattate poco dalle altre blogger. Affronto temi psicologici importanti, problemi di vita e di routine quotidiana, temi non di tendenza che però mi mettono sullo stesso piano dei miei followers. Ho gli stessi problemi di tutti, sono una persona normale e mi mostro per quella che sono.”

OnlyFans, come mai questa scelta?
“Onestamente prima non avevo una bellissima considerazione di OnlyFans, anzi tutt’altro (ride ndr), poi mi sono informata bene ed ho capito che il profilo può essere gestito in vari modi.
OnlyFans è un trend pazzesco, ho un ottimo guadagno e sono felice di averlo fatto”

Come gestisci le critiche?
“Arrivata a 30 anni non mi feriscono più. Credo che dietro alle crtiche ci sia una profonda frustrazione da parte di chi vorrebbe essere come me ma non ci riesce, così si limita ad attaccarmi. Non si critica mai una persona o una cosa per la quale sotto non vi è un interesse. Ti dico la verità, molto spesso mi diverto a leggere alcuni commenti e cerco di rispondere a tutti, soprattutto ai commenti negativi.”

Faresti un altro reality?
“Mi hanno contattato più volte perché interessati alla mia figura ma alla fine mi sono sempre tirata indietro.Non è un mondo che mi piace, farei televisione e mi potrebbe anche piacere la possibilità di partecipare a qualche programma tv, dipende dal ruolo che ricoprirei.”

La passione per il calcio come nasce?
“Sono sempre stata una tifosa romanista, sono nata e cresciuta a Roma, con Totti poi è nato il mio amore per è cresciuto il mio amore per i colori giallorossi.”

Obiettivi futuri?
“Mi piacerebbe avere uno spazio tutto mio dove poter mostrare il mio lato caratteriale oltre a quello estetico, non so ancora bene come ma ho voglia di farmi conoscere anche sotto questo punto di vista.
Sicuramente poi vorrei aprire un mio brand di lingerie sexy o di abbigliamento sportivo, vedremo in futuro.”

Amore e amicizia li cerchi fuori dal mondo dello spettacolo?
“Assolutamente sì! Il mio uomo ideale non dovrebbe avere neanche Instagram pensa te… (ride ndr).
I miei migliori amici sono tutte persone normali, non famosi e con lavori molto comuni, ti dirò le persone famose le trovo estremamente false.”

A pochi giorni dall’uscita del singolo “Troppo bella” di Manuel Cardella, in cui Marika sarà la protagonista del video, abbiamo avuto il piacere di confrontarci con una donna simpatica e alla mano, che tramite i social ha riscosso tutto il suo meritato seguito.

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Attualità Tutela dei cittadini

Piano pandemico: “qualche testa deve saltare”

“Leggere e udire parole come quelle pronunciate da due alti esponenti della comunità scientifica, che se fossero confermate sarebbero devastanti, ha contribuito ad alimentare il senso di sfiducia e timore verso le istituzioni che da tempo serpeggia tra gli italiani”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, riferendosi ai colloqui tra Ranieri Guerra e Silvio Brusaferro, che sarebbero stati intercettati nell’ambito dell’inchiesta in corso da parte della procura di Bergamo, su presunte responsabilità per l’esplosione della pandemia da coronavirus “Avrebbero definito ‘i somarelli di Venezia’ il ricercatore Francesco Zambon e un suo collega – incalza Maritato – che con il loro report hanno denunciato il mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale. Il senso di superiorità e impunità che si evince da queste parole, non è degno di due persone che rivestono incarichi ai vertici della sanità oltremodo delicati”. Il presidente continua con un suo suggerimento: “se chi ci governa vuole salvare il nostro rispetto per lo Stato e la nostra fiducia nella democrazia, deve trarre le opportune conseguenze da tutta la vicenda. Qualche testa dovrebbe saltare. Fra l’altro – continua Maritato – stanno emergendo aspetti oscuri sulla gestione del piano pandemico, per non parlare delle bislacche forniture di mascherine e ventilatori polmonari, elementi su cui dovrebbe esserci una profonda riflessione. La memoria delle vittime da Covid rimarrà sempre impressa in noi e almeno a questa dovremmo un po’ di trasparenza e pulizia” chiosa il presidente.

Roma, 13 aprile 2021

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Attualità

Alessio Chiodini: “Il libro è un messaggio per i bambini, miglioriamo il posto in cui viviamo”

Attore, doppiatore e negli ultimi tempi anche scrittore, Alessio Chiodini è un’artista a 360 gradi che da anni coinvolge con il suo entusiasmo ed il suo talento artistico.
A pochi giorni dall’uscita del suo primo libro “Inquinameno” Alessio si concede in un’intervista esclusiva dove rivela i suoi sogni e le sue ambizioni nel difficile mondo dello spettacolo.
Dal sogno avverato di recitare con il suo idolo Christian De Sica in “Vacanze a Cortina” all’amore per il calcio, Alessio Chiodini racconta la sua vita con la simpatia e l’umiltà che lo contraddistingue.

Qual è lo scopo del libro e da dove nasce questa idea?
“E’ un libro destinato ai bambini ma che ha l’ambizione di sensibilizzare tutti verso la lotta all’inquinamento. Una favola che partendo da Roma va a concentrarsi sull’ambiente in generale: l’obiettivo è quello di portarlo nelle scuole per cercare di educare da subito i bambini alla tutela dell’ambiente.
L’idea è nata qualche anno fa: ho partecipato in laboratorio ad una manifestazione contro l’inquinamento dove mi chiesero di creare qualcosa sulla tematica e recentemente ho pensato di riportarlo in un  testo scritto, pensando che potesse essere educativo e importante per me.”

Hai in programma di scrivere altri libri?
“Non lo so, attualmente non è nei miei progetti ma in futuro vedremo.”

Come è nata la tua passione per lo spettacolo?
“Il mio amore per questo mondo è nato quando ero piccolo; in particolare in terza media la professoressa di italiano ci fece fare uno spettacolo e andammo al teatro Quirino di Roma per un concorso della Accademia Nazionale di Arte Drammatica e io vinsi il premio come miglior attore protagonista. Da quel momento pensai fosse il lavoro giusto per me e cominciai a dedicare la mia vita a questo lavoro.”

Cinema o teatro?
“Vivrei di teatro, ma mi rifugio volentieri nel cinema.”

Quali sono i tuoi idoli?
“Molti, se penso al teatro non posso non menzionare il maestro Gigi Proietti, nel cinema il mio idolo è sempre stato Christian De Sica, ammiro molto Pierfrancesco Favino che ritengo un genio assoluto.”
Qual è il tuo sogno più grande?
“Oggi il mio sogno è riuscire a fare questo lavoro per tutta la vita, cosa non facile ma mi impegnerò sempre al massimo per poterci riuscire.”

Tutti parlano del mondo dello spettacolo come un ambiente estremamente difficile e competitivo, con la possibilità di andare dalle stelle alle stalle in un attimo, ti spaventa tutto questo?
“La paura c’è, esiste ed è inutile negarlo. Più si va avanti con gli anni e più aumenta la possibilità di fallire. Noi attori ci portiamo in dote anche un po’ di follia ed il carattere in questo mestiere aiuta molto, mi ritengo una persona equilibrata e finchè avrò questa passione lotterò giorno dopo giorno per portarla avanti.”

Qual è stato il personaggio con il quale hai legato di più tra le varie interpretazioni che hai svolto?
“Sono legato a tutti i ruoli che ho ricoperto. In assoluto mi ha emozionato interpretare Rugantino con la regia di Marco Simeoli. Ricordo che scoppiai a piangere durante gli applausi, non mi è mai più capitata una cosa del genere, è stato il personaggio al quale mi sono affezionato maggiormente.”

Hai detto che Christian De Sica è uno dei tuoi idoli, com’è stato lavorare con lui?
“Per me è stato come giocare con Totti, era un sogno che avevo da ragazzino. Christian è una persona straordinaria e mi ha accolto subito con l’affetto che lo contraddistingue, è stato bellissimo lavorare con lui.”

Credi che il mondo dello spettacolo sia meritocratico?

“Ti rispondo con una metafora (ride ndr). Lo spettacolo è come il Grande Raccordo Anulare di Roma, sempre pieno di macchine ma con la corsia preferenziale sempre presente e chi vuole la può sempre percorrere. Ognuno prende delle scelte in base all’etica ed alla personalità che ha.”

Quali sono i tuoi hobby?
“Mi piace molto il calcio e sono un grande tifoso della Roma, gioco nella Nazionale Attori come mediano davanti alla difesa, alla Daniele De Rossi per capirci (ride ndr).

Un grande uomo oltre che un artista completo. Il libro di Alessio Chiodini “Inquinameno” è disponibile su Amazon al prezzo di 9.99 euro.
Un libro che lancia un messaggio importante in un modo estremamente semplice, un libro per tutti che dovrebbe essere presente nelle case di tutti.
Rispettare l’ambiente è il primo passo per iniziare a rispettare noi stessi.

a cura di Dario De Fenu

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Attualità Tutela dei cittadini

San Giacomo e Forlanini: urge commissario per riapertura

“Numerosi i cittadini durante la pandemia si sono chiesti come mai ospedali romani che godevano di fama e ottima tradizione assistenziale non siano stati messi a disposizione della città in un momento tanto drammatico, preferendo accreditare strutture private”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “la sentenza del 7 aprile del Consiglio di Stato, massima magistratura amministrativa, annullando i decreti di chiusura del San Giacomo rimette in discussione discutibili scelte della Regione Lazio e inverte la prospettiva che vedrebbe lo storico ospedale del centro di Roma e l’altra struttura chiusa, il Forlanini di Monteverde, destinati all’oblìo e forse alla vendita a ‘prezzi stracciati’, quasi fossero una batteria di pentole”. Il presidente propone anche possibili soluzioni: “a questo punto è dovere della Regione nominare un amministratore per la riapertura del San Giacomo e del Forlanini, supportata quest’ultima, da 118mila firme raccolte in una petizione online lanciata dal professor Massimo Martelli, già chirurgo toracico del nosocomio monteverdino. Ė importante ribadire che i giudici amministrativi hanno stabilito il principio che nessuna esigenza di natura economica può giustificare lo smantellamento di un servizio assistenziale pubblico, di questo Zingaretti deve tener conto”, chiosa il presidente. 

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Attualità Tutela dei cittadini

Virus e guerra: non si vince senza esercito

“Continua senza sosta la narrazione di una sanità regionale risanata. Comprendiamo l’esaltazione per i discreti risultati raggiunti con le vaccinazioni ma ci sorprende la noncuranza con cui si continua a sorvolare sulla gravità della situazione in cui versa la sanità in generale”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Nei pronto soccorso le attese continuano a essere devastanti: i malati in barella sono accerchiati da altri compagni di sofferenza, ciò dimostra che non c’è solo la pandemia ma i vertici regionali forse lo hanno dimenticato. Sarebbe invece il caso che il presidente Zingaretti intervenisse – incalza Maritato – non c’è tempo da perdere, il servizio sanitario regionale è in sovraccarico da mesi. Le ambulanze ferme con pazienti a bordo sono la espressione del fallimento”. Il presidente si sofferma sulla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha stigmatizzato la chiusura del San Giacomo nel 2008. “Se gli amministratori regionali facessero più attenzione a ciò che scrivono i giudici, forse farebbero un esame di coscienza. Anche Palazzo Spada reagisce di fronte alla mannaia che ha tagliato negli anni 3.600 posti letto e chiuso 16 ospedali.  A tutto ciò – attacca Maritato – si aggiunga la carenza di personale medico e infermieristico e il resto è storia recente. Ci dicono che siamo in guerra e noi chiediamo di finirla con le parole e passare ai fatti. Assumere medici e infermieri senza ritardi ulteriori è un dovere morale e un obbligo gestionale. Non si vincono le guerre senza eserciti”, chiosa il presidente

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Alberto Rapetti: “I segnali di ripresa si vedono all’orizzonte e viaggiano alla velocità della cadenza dei vaccini”

Alberto Rapetti, Presidente di IMusic Lab, nata 5 anni fa e oggi è leader del mercato italiano nel settore Instore per il segmento discografico ed editoriale, si concede in un’intervista esclusiva analizzando l’arte e la musica nel pre e post pandemia.
Rapetti esprime le sue valutazioni e i suoi obiettivi futuri, con la speranza che presto tutto ritorni alla normalità.

Lei è il presidente di iMusiclab, può dirci qual’è il suo obiettivo e come sta affrontando questo periodo cosi particolare?
“Prima della pandemia ogni anno organizzavamo, tra le varie attività di entertainment, centinaia di presentazioni discografiche ed editoriali nel contesto principalmente dei centri commerciali in tutta Italia. Queste attività, che hanno visto coinvolti i principali artisti della scena musicale Italiana ed i principali influencer, hanno interessato centinaia di migliaia di spettatori, hanno permesso la vendita di centinaia di migliaia di copie di cd e di libri dando un importante giovamento alle aziende discografiche e agli editori, hanno generato un ottimo bacino d’utenza per i centri commerciali ospitanti.
Il Covid ha interrotto tutto questo indotto virtuoso; Il 28 febbraio del 2020 la macchina si è fermata…
La nostra pronta reazione è stata potenziare, con il supporto di aziende partner in ambito tecnologico, il lato digital e online proponendo piattaforme di streaming altamente qualitative, pensate per effettuare presentazioni discografiche ed editoriali online con accesso dei fans tramite acquisto di cd o libri.
Da qui è nata la piattaforma INSTORE2020:In pratica l’obiettivo è stato ricreare lo scenario dell’incontro Artisti/Fan in diretta streaming, in una vera e propria trasmissione web che permetta l’interazione grazie ad una chat dedicata e grazie alla possibilità data ai fans di intervenire, con l’azione di un moderatore e della regia, in diretta tramite la web cam.
Questa tipologia di attività potrà coesistere, a mio avviso, con gli eventi in presenza live anche dopo la pandemia, avendo caratteristiche fondamentalmente diverse rispetto al tradizionale firmacopie, nel quale in realtà l’interazione con l’artista si limita all’autografo e alla foto, ma l’artista raramente può avere il tempo materiale di parlare con i fans, dovendo firmare tantissime copie e non dovendo far attendere troppo tempo i fans stessi in coda.
L’altra reazione all’impossibilità di effettuare assembramenti è stata l’organizzazione degli eventi di presentazione discografica e letteraria nel contesto dei Cinema con un format in totale sicurezza e distanziamento. Sono orgoglioso per il fatto che siamo stati gli unici ad organizzare eventi di questo tipo, per esempio il tour firmacopie di Emis Killa e Jack La Furia assieme a Sony Music a Settembre 2020; stavamo strutturando altri tour a seguire utilizzando lo stesso format organizzativo, ma i cinema sono stati chiusi…e questo ha interrotto anche questa strada che è però assolutamente percorribile in sicurezza non appena i Cinema potranno riaprire.
Il periodo di stop è stato ricco di idee che stiamo concretizzando nell’ambito di Piattaforme di streaming come servizio di supporto alla didattica e alle istituzioni, oltre a proposte di eventi in realtà aumentata per coniugare l’experience fisica con quella digitale e social (l’ormai famoso Phygital).”

La Musica e l’arte in generale sono abbastanza fermi da ormai un anno…vede segnali di ripresa nel breve futuro? Pensa che il Covid abbia penalizzato il settore in modo importante?
“Il Covid ha falcidiato il settore dello spettacolo bloccando di fatto praticamente tutti gli eventi di aggregazione da oltre un anno, con una breve tregua estiva nel 2020 non sufficiente a coprire le perdite, e con una ricaduta pesantissima su tutto l’indotto, con calo drastico delle vendite di cd e libri, crollo dell’indotto del diritto d’autore e dei diritti connessi discografici, oltre a tutta la filiera degli eventi live ferma: tecnici audio e personale di supporto nei live, allestitori, personale di sicurezza, presentatori, fotografi, driver e personal, attori teatrali, compagnie di danza etc etc.
I segnali di ripresa si vedono all’orizzonte e viaggiano alla velocità della cadenza dei vaccini a mio avviso.
Più rapida sarà la fase di vaccinazione e messa in sicurezza delle fasce a rischio, più rapida sarà la ripresa della possibilità di aggregarsi, con regole certe e soprattutto, fondamentale, con regole realmente fattibili e che riescano a coniugare la sicurezza, che preme a tutti gli operatori del settore ovviamente, alla concretezza di garantire la giusta copertura economica agli operatori del mondo dello spettacolo.
Non si potrà ripartire con limitazioni all’utenza al di sotto della soglia di copertura dei costi, se non con aiuti e supporti statali nella fase della startup della nuova fase. Sicurezza e Reale Fattibilità devono essere gli slogan fondamentali.
Che riaprano presto i Teatri, i Cinema, i Club di musica Live, le Discoteche etc etc con il giusto compromesso tra sicurezza e giusta remuneratività che non può essere ottenuta con il 25% della capienza per esempio.”

3)In questo anno sono stati sospesi molti eventi, come pensa di comportarsi quando il Covid finirà?

“Quando il Covid finirà la voglia della gente di aggregarsi e tornare ad abbracciarsi sarà fortissima e questo si concretizzerà in un boom degli eventi, permettendo al settore dello Spettacolo di riappropriarsi del ruolo fondamentale che in realtà ricopre e che per troppo tempo è stato sottovalutato.
In aggiunta gioveremo di tutto quello che abbiamo imparato durante la pandemia e dei nuovi progetti che abbiamo strutturato, per un ulteriore miglioramento dell’offerta di intrattenimento, e la convinzione che con le giuste regole e con format organizzativi ben strutturati si possa migliorare l’esperienza di tutti: sia degli organizzatori che degli spettatori.
Ripeto, l’importante è che le regole che il governo ci indicherà siano giuste e fattibili.
Il mondo dell’online poi sarà un’ulteriore forma di fruizione che continuerà ad esistere in quanto complementare agli eventi fisici e inoltre un’intersezione dei due “mondi”, fisico e digital (l’ormai famoso Phygital) permetterà l’ampiamento del bacino d’utenza e la possibilità di raggiungere ancora più fruitori a cui dare experience uniche ed emozionanti.
Cogliamo il positivo da quanto accaduto per evolverci in meglio.”

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Attualità Tutela dei cittadini

Virus: “l’alto numero dei morti non è un caso”

“Il presidente del Consiglio Mario Draghi, al momento della presentazione del suo programma di governo, il 17 febbraio scorso, promise che la lotta alla pandemia sarebbe stata la prima priorità”. Inizia così la riflessione del presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, che spiega:“il primo ministro collocò tra le urgenze, oltre alla lotta alla pandemia la salvezza della vita dei cittadini ma, a tutt’oggi, questa seconda preoccupazione non si è assolutamente attenuata perché il numero dei morti fatica a decrescere e vorremmo conoscerne le motivazioni”. Secondo Maritato, chi si aspettava un cambio di passo è rimasto deluso. “Basta osservare il numero dei morti e quello delle vaccinazioni, sicuramente interdipendenti – insiste il presidente – non possiamo non constatare come l’eccesso di mortalità che si è manifestato nella realtà italiana necessiti di una attenta analisi critica, che auspichiamo sia prima o poi condotta dalla comunità scientifica e dagli esperti. Se nella prima ondata il Paese colto di sorpresa e per primo in Europa, si è trovato obiettivamente di fronte all’imponderabile, nelle successive fasi non è assolutamente giustificabile un improvvisato ‘fai da te’ andando avanti come nulla fosse. Alcuni elementi vanno indagati – sostiene il presidente – anche al fine di orientare le politiche sanitarie nei prossimi anni. Non possiamo ignorare il depauperamento dei nostri ospedali, con il taglio di posti letto e la drastica riduzione di medici ‘intensivisti’ e infermieri con un numero tra i più bassi d’Europa. Tutto quello che una pandemia non può sopportare”, chiosa Maritato.

Roma, 8 aprile 2021