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Operazione “ to launch”

Il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia penitenziaria, articolazione regionale del Triveneto, unitamente ai reparti territoriali della Casa Circondariale di Verona, Vicenza, Nucleo Traduzioni Cittadino di Padova e al distaccamento Cinofili di Verona, a seguito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, su disposizione del GIP del Tribunale di Verona, ha dato esecuzione, tra il 10 e il 12 aprile, a sei misure cautelari (di cui 5 custodie in carcere) nei confronti di altrettanti soggetti accusati a vario titolo di essere responsabili dell’introduzione di sostanza stupefacente all’interno del plesso penitenziario scaligero.Le attività che hanno consentito di disarticolare il sodalizio, composto anche da due soggetti detenuti proprio nel penitenziario veronese, sono scaturite a seguito di arresto in flagranza di reato operato nel mese di novembre 2020 a carico di soggetto sorpreso a lanciare sostanza stupefacente all’interno del muro di cinta dell’istituto.Durante le operazioni, all’interno dell’abitazione di uno degli indagati sono stati rinvenuti circa 40 grammi di sostanza stupefacente tra eroina e cocaina, già suddivisa in dosi, nonché gli strumenti necessari alla suddivisione e al confezionamento, e oltre 4.000 euro in contanti. All’interno della camera detentiva di altro indagato è stato inoltre rinvenuto un micro telefono cellulare (oltre a due sim card) verosimilmente utilizzato per mantenere i contatti con la rete di spaccio esterna.

Il N.I.C. ha sgominato una organizzazione molto articolata e studiata nei minimi termini che preparava pacchetti con stupefacenti da lanciare nel campo sportivo del penitenziario attraverso detenuti che dall’interno gestivano gli ordini usando il cellulare.

Ma non avevano fatto i conti con le indagini condotte dal NIC che attraverso una complessa attività di indagine, coordinata dal P.M. Carlo Boranga, ha indivuato le modalità, la rete esterna e interna, i ruoli e scoperto il trucco per eludere la vigilanza e i controlli della Polizia penitenziaria.

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Attualità Tutela dei cittadini

NUCLEARE, ASSOTUTELA: “ASSOLUTO ‘NO’ A SCORIE RADIOATTIVE NEL VITERBESE”

“Come associazione che tutela i cittadini del territorio regionale del Lazio, intendiamo esternare il nostro assoluto e chiaro “no” a qualsiasi possibilità di deposito di scorie nucleari nella provincia di Viterbo, come invece sembrerebbe previsto dalla Carta nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee alla localizzazione del Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi.

Siamo di fronte a una ipotesi fuori luogo e che da settimane sta creando apprensione nella collettività. Questa associazione è dell’opinione che la Tuscia e il territorio regionale abbiano già dato tantissimo in questo complesso e delicato settore, e che non possa attualmente più ospitare rifiuti radioattivi. Siamo molto contenti dunque della recente presa di posizione della Regione che ha confermato ancora una volta la non idoneità del Lazio ad accogliere il deposito nazionale di scorie nucleari: in particolare, i 22 siti individuati nella provincia di Viterbo. Continueremo a vigilare a difesa della salute e dei diritti dei cittadini”.
Così, in una nota, il presidente dell’associazione Assotutela, Michel Emi Maritato.

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Attualità News

Marika Baldini: “Sui social cerco di affrontare tematiche di vita quotidiana, sono una persona normale che vive la sua vita privata fuori da Instagram”

Modella, Showgirl e tifosissima della Roma, Marika Baldini è da anni persona molto nota sui social dove è apprezzata per la sua immensa bellezza e sensualità.
Dietro ad un lato estetico così perfetto si cela una donna matura, con un carattere forte e tanta personalità.
In questa intervista esclusiva Marika rivela le sue ambizioni future e la voglia di mettere in mostra tutta la sua simpatia che lei ribadisce essere superiore alla bellezza.


Quanto è stato importante per te partecipare ad un reality?
“Per alcuni lati mi ha svantaggiata, diciamo che prima i reality non avevano la grande importanza che hanno ora e forse in quel periodo non ero pronta, ero troppo piccola e presa da altre cose.”
Sei molto privata e per una persona nota come te non è facile, pensi sia questo che ti differenzia dalle altre?
“Non penso sia questo a differenziarmi, bensì il fatto che io con i social parlo di alcune cose che vengono trattate poco dalle altre blogger. Affronto temi psicologici importanti, problemi di vita e di routine quotidiana, temi non di tendenza che però mi mettono sullo stesso piano dei miei followers. Ho gli stessi problemi di tutti, sono una persona normale e mi mostro per quella che sono.”

OnlyFans, come mai questa scelta?
“Onestamente prima non avevo una bellissima considerazione di OnlyFans, anzi tutt’altro (ride ndr), poi mi sono informata bene ed ho capito che il profilo può essere gestito in vari modi.
OnlyFans è un trend pazzesco, ho un ottimo guadagno e sono felice di averlo fatto”

Come gestisci le critiche?
“Arrivata a 30 anni non mi feriscono più. Credo che dietro alle crtiche ci sia una profonda frustrazione da parte di chi vorrebbe essere come me ma non ci riesce, così si limita ad attaccarmi. Non si critica mai una persona o una cosa per la quale sotto non vi è un interesse. Ti dico la verità, molto spesso mi diverto a leggere alcuni commenti e cerco di rispondere a tutti, soprattutto ai commenti negativi.”

Faresti un altro reality?
“Mi hanno contattato più volte perché interessati alla mia figura ma alla fine mi sono sempre tirata indietro.Non è un mondo che mi piace, farei televisione e mi potrebbe anche piacere la possibilità di partecipare a qualche programma tv, dipende dal ruolo che ricoprirei.”

La passione per il calcio come nasce?
“Sono sempre stata una tifosa romanista, sono nata e cresciuta a Roma, con Totti poi è nato il mio amore per è cresciuto il mio amore per i colori giallorossi.”

Obiettivi futuri?
“Mi piacerebbe avere uno spazio tutto mio dove poter mostrare il mio lato caratteriale oltre a quello estetico, non so ancora bene come ma ho voglia di farmi conoscere anche sotto questo punto di vista.
Sicuramente poi vorrei aprire un mio brand di lingerie sexy o di abbigliamento sportivo, vedremo in futuro.”

Amore e amicizia li cerchi fuori dal mondo dello spettacolo?
“Assolutamente sì! Il mio uomo ideale non dovrebbe avere neanche Instagram pensa te… (ride ndr).
I miei migliori amici sono tutte persone normali, non famosi e con lavori molto comuni, ti dirò le persone famose le trovo estremamente false.”

A pochi giorni dall’uscita del singolo “Troppo bella” di Manuel Cardella, in cui Marika sarà la protagonista del video, abbiamo avuto il piacere di confrontarci con una donna simpatica e alla mano, che tramite i social ha riscosso tutto il suo meritato seguito.

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Attualità Tutela dei cittadini

Piano pandemico: “qualche testa deve saltare”

“Leggere e udire parole come quelle pronunciate da due alti esponenti della comunità scientifica, che se fossero confermate sarebbero devastanti, ha contribuito ad alimentare il senso di sfiducia e timore verso le istituzioni che da tempo serpeggia tra gli italiani”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, riferendosi ai colloqui tra Ranieri Guerra e Silvio Brusaferro, che sarebbero stati intercettati nell’ambito dell’inchiesta in corso da parte della procura di Bergamo, su presunte responsabilità per l’esplosione della pandemia da coronavirus “Avrebbero definito ‘i somarelli di Venezia’ il ricercatore Francesco Zambon e un suo collega – incalza Maritato – che con il loro report hanno denunciato il mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale. Il senso di superiorità e impunità che si evince da queste parole, non è degno di due persone che rivestono incarichi ai vertici della sanità oltremodo delicati”. Il presidente continua con un suo suggerimento: “se chi ci governa vuole salvare il nostro rispetto per lo Stato e la nostra fiducia nella democrazia, deve trarre le opportune conseguenze da tutta la vicenda. Qualche testa dovrebbe saltare. Fra l’altro – continua Maritato – stanno emergendo aspetti oscuri sulla gestione del piano pandemico, per non parlare delle bislacche forniture di mascherine e ventilatori polmonari, elementi su cui dovrebbe esserci una profonda riflessione. La memoria delle vittime da Covid rimarrà sempre impressa in noi e almeno a questa dovremmo un po’ di trasparenza e pulizia” chiosa il presidente.

Roma, 13 aprile 2021

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I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO INFANTILE

I problemi comportamentali infantili rappresentano la maggiore preoccupazione di ogni genitore a causa del loro carattere destabilizzante, sia per ciò che riguarda le dinamiche familiari (disobbedienza, insulti, bugie, aggressività e violenza nei confronti di cose o persone, ecc.), sia per il rischio che questi possano, con gli anni, sfociare in problemi più gravi.

I problemi di comportamento infantile nel contesto familiare possono essere associati a problemi derivanti da altri contesti sociali, soprattutto quello scolastico: mancanza di applicazione ed impegno nei compiti scolastici, basso rendimento scolastico, aggressività e violenza in classe, bullismo e abusi tra i compagni, ecc. In genere, quando si parla di problemi di comportamento o comportamenti perturbanti, si pensa a disturbi lievi, circostanziali, che comprendono numerosi aspetti della vita infantile ma che non arrivano a influenzare la convivenza familiare, scolastica e sociale. Di solito compaiono quando i bambini, o adolescenti, sono obbligati a rispettare determinate norme o a sottomettersi a un certo grado di disciplina. In determinati momenti, alcuni dei problemi di comportamento, come per esempio comportamenti oppositivi, possono risultare importanti per lo sviluppo e per l’affermazione della propria identità e per l’acquisizione di abilità di autocontrollo. Tuttavia, spesso, la frequenza e l’intensità di tali comportamenti sono chiaramente al di sopra di ciò che si potrebbe considerare normale per l’età o per il gruppo di appartenenza del soggetto. Quando si parla di disturbi del comportamento si fa riferimento a problemi comportamentali che interferiscono nello sviluppo familiare, scolastico o sociale. Ad ogni modo, definire concettualmente i problemi e i disturbi di comportamento risulta molto complesso, sia per ciò che riguarda la definizione dei criteri di normalità/anormalità dei modelli di comportamento, sia per la molteplicità di fattori che potrebbero risiedere all’origine del comportamento. Nella concettualizzazione dei disturbi e dei problemi di comportamento infantile si includono fattori come l’età del bambino, il suo sviluppo cognitivo, il suo ambiente familiare, i fattori ereditari, fattori socioculturali, ecc. una serie di fattori che si relazionano, si influenzano e interagiscono tra loro. Per esempio, è molto difficile che i capricci o i comportamenti violenti dei bambini di 2-3 anni possano definirsi disturbi del comportamento infantile, contrariamente a quanto accade per quei soggetti più grandi che presentano questo tipo di comportamenti. Alterazioni comportamentali che possono inizialmente rispondere a caratteristiche evolutive o caratteristiche personali ereditarie (per esempio impulsività o deficit di attenzione), spesso entrano in contatto con fattori di socializzazione familiare o scolastica, come per esempio le pratiche educative coscienti o incoscienti, i differenti modelli di controllo familiare, momenti concreti di stress familiare, la differenza tra le norme scolastiche e familiari, ecc. A loro volta, questi problemi di comportamento, influiscono sullo sviluppo di schemi cognitivi ed emotivi, come per esempio la risoluzione impulsiva dei problemi, difficoltà di autoregolazione e autocontrollo, incapacità di identificare emozioni proprie e altrui, ecc. tutti fattori che ostacolano la nascita di relazioni interpersonali adeguate. Un’ulteriore difficoltà nel concettualizzare questo tema risiede nella disparità dei comportamenti che rientrano in queste categorie: aggressione fisica o verbale, disobbedienza, opposizione persistente alle norme sociali, ecc. comportamenti che possono essere inclusi all’interno di un continuum: da problemi di comportamento a disturbi della condotta. L’intensità (normalmente suddivisa in lieve, moderata e severa), la criticità e la persistenza di questi comportamenti negli anni sono in grado di definire i disturbi della condotta, con conseguenze negative per la dinamica sociale e familiare e per lo sviluppo del minore. Anche il fattore soggettività risulta determinante, dal momento che saranno la famiglia o gli educatori a valutare l’esistenza, o meno, dei disturbi comportamentali. Il grado di tolleranza degli adulti verso questo tipo di comportamenti infantili e le abilità di genitori/ educatori per far fronte a tali comportamenti sono elementi essenziali per l’identificazione dei disturbi di comportamento infantile. Il continuum che caratterizza l’intensità, o la ripetitività dei comportamenti nel tempo, lo sviluppo evolutivo infantile e le innumerevoli conseguenze dei comportamenti problematici (ostilità, aggressività, disobbedienza ecc) fanno sì che sia impossibile una classificazione dei disturbi comportamentali. Tuttavia, con l’obiettivo di dare informazioni descrittive, ci basiamo su una prima classificazione in cui differenziamo da una parte i disturbi del comportamento secondo il sistema di classificazione clinica internazionale (DSM e ICF),denominati Disturbi Gravi di Comportamento,e dall’altra, quei problemi comportamentali che, inizialmente, non sono associati a disturbi clinici ma che, per la loro assiduità e intensità si ripercuotono negativamente sia sul soggetto implicato, sia sul contesto in cui vive e che chiamiamo Modelli di Comportamento. MILANO MICHELE

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LA DAD CONSIEDERATA EQUIPOLLENTE ALLE LEZIONI IN CLASSE

Facendo una panoramica in merito al percorso che ha visto da settembre a oggi, tra dpcm e ordinanze, tra didattica in presenza e a distanza, la chiusura e la riapertura delle scuole di diverso ordine e grado, Beltrame ha illustrato i risultati ottenuti in merito alle rilevazioni sulla valutazione degli apprendimenti, confrontando il periodo pre lockdown con il periodo attuale.
In generale, ha spiegato la direttrice dell’Ufficio scolastico, tanto nelle scuole primarie (che hanno svolto gran parte delle attività in presenza), quanto nelle scuole secondarie, non sono state constatate sostanziali differenze negli apprendimenti; inoltre, ha continuato, nonostante si sia assistito, con l’inizio dell’anno scolastico 2020-21, ad un’ammissione generalizzata degli studenti alle classi successive, sono stati valutati positivamente da parte degli istituti i piani integrati “che hanno consentito di recuperare sul livello degli apprendimenti non raggiunti”.


Emanuela Maria Maritato

fonte:mondoscuola.it

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AUTISMO. GENITORI CONSAPEVOLI, FIGLI SERENI. ECCO SETTING TERAPIE FAMIGLIE IDO

La diagnosi di autismo cambia la vita delle famiglie, ma i genitori aiutati ad accettarla e a guardare il mondo dal punto di vista del bambino sono stati maggiormente in grado di essere sintonizzati con i loro piccoli durante le interazioni di gioco e di generare un circolo virtuoso che si manifesta in un maggiore benessere dei bambini stessi.

Dunque diventa centrale aiutare le mamme e i papà a sviluppare l’insightfullness: la capacità di comprendere le intenzioni del bambino, per poter implementare poi programmi di intervento volti a supportare la sintonizzazione genitoriale e a migliorare le interazioni tra genitori e bambini con i disturbi dello spettro autistico. In questo lavoro l’Istituto di Ortofonologia (IdO) ormai vanta un’esperienza consolidata, avendo aiutato dal 2004 ad oggi migliaia di famiglie e di genitori. Il lavoro è stato presentato nel dettaglio a psicologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, logopedisti, psicomotricisti, educatori professionali, insegnanti di sostegno e curriculari, pedagogisti, operatori del settore e genitori, oggi in occasione della quarta lezione del corso gratuito IdO dedicato al Progetto riabilitativo Tartaruga – DERBBI. Il corso terminerà il 24 aprile ed è promosso insieme alla Fondazione Mite con il patrocinio della Società italiana di pediatria (Sip). Tutte le lezioni sono visibili sul sito: https://www.ortofonologia.it/autismo-progetto-riabilitativo-tartaruga-derbbi-2/
Sono quattro le iniziative destinate alle famiglie: la Psicoterapia Diadica Breve (PDB) che dal 2015 ad oggi ha supportato 70 mamme e papà; il progetto ‘Mamme a Bordo’, che dal 2015 ad oggi ha aiutato 164 mamme dando vita a 41 gruppi di lavoro, di cui 8 solo da settembre 2020; 12 gruppi ‘Mamma-Bambino’ l’anno formati da 4 mamme, 4 bambini e 2 operatori, in cui sono inseriti anche bambini che rientrano nello spettro autistico. Infine, i gruppi destinati solo ai papà, 8 l’anno per un totale di 6-10 papà a gruppo. Queste ultime due tipologie di gruppi sono nati nel 2004 all’interno dell’approccio evolutivo a mediazione corporea dell’IdO, denominato progetto riabilitativo Tartaruga – modello DERBBI (Developmental, Emotional Regulation and Body-Based Intervention).
In aiuto dei genitori l’IdO ha, quindi, messo a punto dei setting di PDB che vedono coinvolti in alternativa e/o in co-presenza sia il padre che la madre insieme al bambino all’interno di un ciclo di dieci sedute e in uno spazio di assessment terapeutico che viene modificato successivamente in base alle esigenze del figlio e/o della famiglia. Il progetto ‘Mamme a Bordo’ prevede, invece, un setting di terapia diadica in gruppo (ogni gruppo è costituito da 4 diadi madre-bambino e ha una durata di 1 anno) ed è rivolto a bambini della fascia 0-3 anni che presentano una vulnerabilità nell’area comunicativo-relazionale. Nel setting di terapia diadica in gruppo ‘Mamma-Bambino’ il terapeuta sostiene i genitori nella comprensione e nella costruzione di modalità comunicative funzionali, rielabora con loro i vissuti legati alla relazione con il figlio e si pone da modello e da mediatore per ampliare le potenzialità del bambino con disturbi nell’area comunicativo – relazionale. Ma le attività non finiscono qui: ci sono anche i gruppi di counseling rivolti alle mamme, i gruppi di counseling rivolti ai papà e infine gli spazi di counseling rivolti alle coppie genitoriali. Ogni intervento IdO è sempre costruito sul singolo bambino ed è personalizzato sulla base delle singole individualità.
L’esperienza dell’IdO accanto alle famiglie è stata messa nero su bianco all’interno di uno studio pubblicato nel 2020 sulla rivista scientifica ‘Frontiers in Psychology’ dal titolo ‘Sintonizzazione, insighftulness e accettazione della diagnosi nei genitori di bambini con autismo: implicazioni cliniche’, condotto da esperti IdO e realizzato in collaborazione con il professore Giulio Cesare Zavattini del dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica della Sapienza. La ricerca si è basata su un campione di 50 genitori (26 madri e 24 padri) di 26 bambini di età compresa tra 24 e 58 mesi, videoregistrati durante le interazioni genitore-figlio e poi intervistati su ciò che le mamme e i papà pensavano fossero stati i vissuti dal bambino durante l’interazione di gioco, nonché su quali fossero stati i loro sentimenti e pensieri rispetto alla diagnosi del bambino. Le interazioni di gioco sono state poi esaminate utilizzando un protocollo di codifica per valutare la sintonizzazione dei genitori. “Non è stato una sorta di parent training- sottolinea Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie IdO- non sono delle indicazioni che si danno al genitore a priori, sono invece indicazioni che nascono dall’osservare la sua relazione. Guardiamo l’interazione con il bambino e aiutiamo il singolo genitore a migliorare la relazione con suo figlio. Si apre tutta una riflessione sugli stili di attaccamento in una visione sempre psicodinamica”. Nel progetto terapeutico evolutivo Tartaruga “utilizziamo soprattutto il progetto ‘Mamma a Bordo’, ovvero il lavoro congiunto madri-bambini, e anche la terapia diadica nei casi in cui riteniamo che sia positiva. Nell’autismo ad esempio- aggiunge Di Renzo- preferiamo la gruppalità perché, creando più livelli di integrazione, è un aiuto maggiore”.
I progetti ‘Mamme a bordo’ e ‘Mamma-bambino’ sono nati, infatti, per lavorare sulla dinamica relazionale madre-bambino e facilitare, attraverso la condivisione ludica, la sintonizzazione affettiva. “Lo scopo è proprio quello di aiutare i genitori a riconoscere i bisogni reali del bambino per poi rispondere adeguatamente alle sue esigenze”. Il concetto “fondamentale della diadica, come viene attuata anche in Israele, con cui abbiamo avuto importanti scambi- spiega Di Renzo- è di aiutare il genitore a sintonizzarsi con il bambino, migliorando la sua capacità di interpretare i comportamenti del figlio. La terapia diadica infatti migliora l’insightfulness, quella ‘comprensione empatica’ che sostiene il genitore nell’imparare a guardare il mondo interiore dal punto di vista del bambino coinvolto, ad esempio, in un disturbo dello spettro autistico”. La terapia diadica proposta dall’Istituto di Ortofonologia, in particolare, è “legata a un approccio di fondo, che prevede sempre la presenza attiva del terapeuta non solo come contenitore mentale, ma anche come attivatore dell’esperienza. Il terapeuta stimola il gioco e interviene nella dinamica madre-bambino per facilitare la comunicazione tra i due. Inoltre, è previsto un momento di riflessione in cui è possibile rivedere l’interazione con il genitore. La riflessione è importante perché facilita maggiormente il cambiamento. Quindi, piuttosto che essere solo osservatori e interpreti, i terapeuti dell’IdO entrano nella dinamica genitore-bambino per favorire nuove interazioni”, conclude Di Renzo.

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Attualità

Alessio Chiodini: “Il libro è un messaggio per i bambini, miglioriamo il posto in cui viviamo”

Attore, doppiatore e negli ultimi tempi anche scrittore, Alessio Chiodini è un’artista a 360 gradi che da anni coinvolge con il suo entusiasmo ed il suo talento artistico.
A pochi giorni dall’uscita del suo primo libro “Inquinameno” Alessio si concede in un’intervista esclusiva dove rivela i suoi sogni e le sue ambizioni nel difficile mondo dello spettacolo.
Dal sogno avverato di recitare con il suo idolo Christian De Sica in “Vacanze a Cortina” all’amore per il calcio, Alessio Chiodini racconta la sua vita con la simpatia e l’umiltà che lo contraddistingue.

Qual è lo scopo del libro e da dove nasce questa idea?
“E’ un libro destinato ai bambini ma che ha l’ambizione di sensibilizzare tutti verso la lotta all’inquinamento. Una favola che partendo da Roma va a concentrarsi sull’ambiente in generale: l’obiettivo è quello di portarlo nelle scuole per cercare di educare da subito i bambini alla tutela dell’ambiente.
L’idea è nata qualche anno fa: ho partecipato in laboratorio ad una manifestazione contro l’inquinamento dove mi chiesero di creare qualcosa sulla tematica e recentemente ho pensato di riportarlo in un  testo scritto, pensando che potesse essere educativo e importante per me.”

Hai in programma di scrivere altri libri?
“Non lo so, attualmente non è nei miei progetti ma in futuro vedremo.”

Come è nata la tua passione per lo spettacolo?
“Il mio amore per questo mondo è nato quando ero piccolo; in particolare in terza media la professoressa di italiano ci fece fare uno spettacolo e andammo al teatro Quirino di Roma per un concorso della Accademia Nazionale di Arte Drammatica e io vinsi il premio come miglior attore protagonista. Da quel momento pensai fosse il lavoro giusto per me e cominciai a dedicare la mia vita a questo lavoro.”

Cinema o teatro?
“Vivrei di teatro, ma mi rifugio volentieri nel cinema.”

Quali sono i tuoi idoli?
“Molti, se penso al teatro non posso non menzionare il maestro Gigi Proietti, nel cinema il mio idolo è sempre stato Christian De Sica, ammiro molto Pierfrancesco Favino che ritengo un genio assoluto.”
Qual è il tuo sogno più grande?
“Oggi il mio sogno è riuscire a fare questo lavoro per tutta la vita, cosa non facile ma mi impegnerò sempre al massimo per poterci riuscire.”

Tutti parlano del mondo dello spettacolo come un ambiente estremamente difficile e competitivo, con la possibilità di andare dalle stelle alle stalle in un attimo, ti spaventa tutto questo?
“La paura c’è, esiste ed è inutile negarlo. Più si va avanti con gli anni e più aumenta la possibilità di fallire. Noi attori ci portiamo in dote anche un po’ di follia ed il carattere in questo mestiere aiuta molto, mi ritengo una persona equilibrata e finchè avrò questa passione lotterò giorno dopo giorno per portarla avanti.”

Qual è stato il personaggio con il quale hai legato di più tra le varie interpretazioni che hai svolto?
“Sono legato a tutti i ruoli che ho ricoperto. In assoluto mi ha emozionato interpretare Rugantino con la regia di Marco Simeoli. Ricordo che scoppiai a piangere durante gli applausi, non mi è mai più capitata una cosa del genere, è stato il personaggio al quale mi sono affezionato maggiormente.”

Hai detto che Christian De Sica è uno dei tuoi idoli, com’è stato lavorare con lui?
“Per me è stato come giocare con Totti, era un sogno che avevo da ragazzino. Christian è una persona straordinaria e mi ha accolto subito con l’affetto che lo contraddistingue, è stato bellissimo lavorare con lui.”

Credi che il mondo dello spettacolo sia meritocratico?

“Ti rispondo con una metafora (ride ndr). Lo spettacolo è come il Grande Raccordo Anulare di Roma, sempre pieno di macchine ma con la corsia preferenziale sempre presente e chi vuole la può sempre percorrere. Ognuno prende delle scelte in base all’etica ed alla personalità che ha.”

Quali sono i tuoi hobby?
“Mi piace molto il calcio e sono un grande tifoso della Roma, gioco nella Nazionale Attori come mediano davanti alla difesa, alla Daniele De Rossi per capirci (ride ndr).

Un grande uomo oltre che un artista completo. Il libro di Alessio Chiodini “Inquinameno” è disponibile su Amazon al prezzo di 9.99 euro.
Un libro che lancia un messaggio importante in un modo estremamente semplice, un libro per tutti che dovrebbe essere presente nelle case di tutti.
Rispettare l’ambiente è il primo passo per iniziare a rispettare noi stessi.

a cura di Dario De Fenu

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Giorgia Vittiglio:la Dad non è lo stesso formazione?

L’emergenza sanitaria Coronavirus Covid-19 con le restrizioni sugli spostamenti, la chiusura delle attività commerciali, delle scuole, dei teatri, dei cinema, il divieto degli assembramenti nei luoghi pubblici con l’obbligo di evitare contatti e indossare la mascherina ha cambiato radicalmente le nostre vite e le nostre abitudini.
È cambiata altresì la percezione del nostro tempo e ci siamo dovuti in qualche modo adattare e ingegnare, tipico poi di noi italiani. Scopriamo allora questo nuovo tempo, per esorcizzare anche un po’ la paura di fronte a questo “sconosciuto” nemico. Per non arrenderci, per continuare a combattere questa guerra con tutte le nostre armi, per cercare di sostenere anche con le nostre storie gli eroici “soldati” che combattono in prima linea, in primis i nostri dottori e infermieri. Per scoprirci e riscoprirci raccontiamoci, attendendo tempi migliori.
Oggi lo facciamo con Giorgia Vittiglio mamma e Cargiver di di un familiare fragile nonché una membro del Comitato Nazionale Scuole in Sicurezza
Ci racconti come nasce l’idea del Comitato?
Il comitato nasce dalla voglia di rappresentare e dar voce a moltissime famiglie tra cui genitori,docenti , medici che in questo momento chiedono che venga messa in sicurezza la scuola , tutelando i nostri ragazzi che frequentano l’ambiente scolastico attraverso la ripresa del tracciamento , un adeguato uso dei DPI e la riduzione delle classi pollaio.
Da mamma, come vede l’atmosfera all’interno delle scuole?
Da mamma e Cargiver di un familiare fragile che ancora non è stato vaccinato ,sono molto preoccupata poiché nessuno può escludere il rischio di contagio soprattutto in un luogo chiuso come in una classe , i dati parlano chiaro , i contagi avvengono a scuola a causa del mancato buon senso civico a cui non ci si può più affidare , per questo sarebbe opportuno riprendere il tracciamento attraverso l’utilizzo dei test salivari che non sono invasivi e consentono di rilevare nell’immediato una positività ed isolare senza attendere di finire in quarantena .
Tutto questo ad oggi non è stato fatto , anzi hanno ripreso in presenza anche in zona rossa.
Cosa Pensa del sistema Dad?Sistema Risolutivo oppure da revisionare?
L’unico governatore che ha dato la possibilità di scelta fra DAD e presenza e’ stato il Pres. Della R. Puglia , invece avrebbero dovuto offrire lo stesso in tutte le Regioni.
La scuola non è mai stata chiusa , e’ solo cambiato il modo di fruire le lezioni , io personalmente credo che i nostri figli siano , in questo momento molto più ‘protetti ‘ seguendo lezioni da casa piuttosto che in una classe , anche perché un bambino di 7 anni comunque non è attento al corretto utilizzo di mascherina o nell’igenizzarsi le manine ma è naturale , sono bambini … siamo noi adulti che dovremmo seguirli di più , capisco che molti genitori sono molto impegnati nel lavoro e ‘conviene ‘ portarli a scuola ma la scuola non deve essere un parcheggio, avere un figlio in DAD implica un sacrificio in più , seguirlo e farlo sentire a proprio agio , senza il peso del periodo che stiamo vivendo .Credo il sistema DAD come tutte le innovazioni tecnologiche vada comunque migliorato , i docenti non hanno gli strumenti giusti ed automaticamente preferiscono evitare la DAD, ma allora mi domando : tutte le lauree che si prendono on Line? Non è didattica a distanza anche quella ??

Quali saranno le vostre prossime iniziative con il Comitato? Come si può secondo il suo avviso intensificare il controllo della Salute Nelle scuole soprattutto in questo periodo,e il giusto apporto dei Dpi?

Con il comitato stiamo portando avanti , l’importanza della digitalizzazione informatica , l’utilizzo di piattaforme che consentono la fruizione delle lezioni anche per i più piccoli poiché dobbiamo prendere coscienza che questa pandemia ha cambiato la nostra vita ed anche il modo di studiare .
Abbiamo chiesto un incontro con il Sottosegretario Sasso che si è reso disponibile , al quale se vorrà porteremo le nostre proposte.
EMANUELA MARIA MARITATO

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COMUNICATO STAMPA DI ART TV MAGAZINE DEL 23 APRILE 2021

Venerdì 23 Aprile RM Production parte con un nuovo programma dedicato a tutto il mondo dell’arte. Sei un cantante? Sei un attore? Sei un cabarettista? Sei un ballerino? Sei un circense? Sei un mago?

Vuoi far vedere la tua arte in tv?
Allora è arrivato il tuo momento.
RM Production di Stasi Isabella, insieme al grande maestro Vince Tempera, al coreografo e ballerino Eddy Russo e al regista Flavio Zinni, condurranno “ART TV MAGAZINE”. Un format composto da 10 puntate e che vedranno protagonisti proprio voi , ed a sorpresa ad ogni puntata un grande Big nazionale e internazionale, che insieme al team vi giudicheranno.
I video con le vostre esibizioni che manderete, non devono superare i 3 minuti.
Per partecipare è semplice, basta mandare un e-mail all’indirizzo art.tvmagazine@gmail.com ed entro le 24 ore verrete contattati.
Art TV Magazine andrà in onda sul canale 68 “Bom Channel” del digitale terrestre​ e sarà visibile anche sul canale 5068 di Sky