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NUCLEARE, ASSOTUTELA: “ASSOLUTO ‘NO’ A SCORIE RADIOATTIVE NEL VITERBESE”

“Come associazione che tutela i cittadini del territorio regionale del Lazio, intendiamo esternare il nostro assoluto e chiaro “no” a qualsiasi possibilità di deposito di scorie nucleari nella provincia di Viterbo, come invece sembrerebbe previsto dalla Carta nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee alla localizzazione del Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi.

Siamo di fronte a una ipotesi fuori luogo e che da settimane sta creando apprensione nella collettività. Questa associazione è dell’opinione che la Tuscia e il territorio regionale abbiano già dato tantissimo in questo complesso e delicato settore, e che non possa attualmente più ospitare rifiuti radioattivi. Siamo molto contenti dunque della recente presa di posizione della Regione che ha confermato ancora una volta la non idoneità del Lazio ad accogliere il deposito nazionale di scorie nucleari: in particolare, i 22 siti individuati nella provincia di Viterbo. Continueremo a vigilare a difesa della salute e dei diritti dei cittadini”.
Così, in una nota, il presidente dell’associazione Assotutela, Michel Emi Maritato.

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Piano pandemico: “qualche testa deve saltare”

“Leggere e udire parole come quelle pronunciate da due alti esponenti della comunità scientifica, che se fossero confermate sarebbero devastanti, ha contribuito ad alimentare il senso di sfiducia e timore verso le istituzioni che da tempo serpeggia tra gli italiani”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, riferendosi ai colloqui tra Ranieri Guerra e Silvio Brusaferro, che sarebbero stati intercettati nell’ambito dell’inchiesta in corso da parte della procura di Bergamo, su presunte responsabilità per l’esplosione della pandemia da coronavirus “Avrebbero definito ‘i somarelli di Venezia’ il ricercatore Francesco Zambon e un suo collega – incalza Maritato – che con il loro report hanno denunciato il mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale. Il senso di superiorità e impunità che si evince da queste parole, non è degno di due persone che rivestono incarichi ai vertici della sanità oltremodo delicati”. Il presidente continua con un suo suggerimento: “se chi ci governa vuole salvare il nostro rispetto per lo Stato e la nostra fiducia nella democrazia, deve trarre le opportune conseguenze da tutta la vicenda. Qualche testa dovrebbe saltare. Fra l’altro – continua Maritato – stanno emergendo aspetti oscuri sulla gestione del piano pandemico, per non parlare delle bislacche forniture di mascherine e ventilatori polmonari, elementi su cui dovrebbe esserci una profonda riflessione. La memoria delle vittime da Covid rimarrà sempre impressa in noi e almeno a questa dovremmo un po’ di trasparenza e pulizia” chiosa il presidente.

Roma, 13 aprile 2021

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San Giacomo e Forlanini: urge commissario per riapertura

“Numerosi i cittadini durante la pandemia si sono chiesti come mai ospedali romani che godevano di fama e ottima tradizione assistenziale non siano stati messi a disposizione della città in un momento tanto drammatico, preferendo accreditare strutture private”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “la sentenza del 7 aprile del Consiglio di Stato, massima magistratura amministrativa, annullando i decreti di chiusura del San Giacomo rimette in discussione discutibili scelte della Regione Lazio e inverte la prospettiva che vedrebbe lo storico ospedale del centro di Roma e l’altra struttura chiusa, il Forlanini di Monteverde, destinati all’oblìo e forse alla vendita a ‘prezzi stracciati’, quasi fossero una batteria di pentole”. Il presidente propone anche possibili soluzioni: “a questo punto è dovere della Regione nominare un amministratore per la riapertura del San Giacomo e del Forlanini, supportata quest’ultima, da 118mila firme raccolte in una petizione online lanciata dal professor Massimo Martelli, già chirurgo toracico del nosocomio monteverdino. Ė importante ribadire che i giudici amministrativi hanno stabilito il principio che nessuna esigenza di natura economica può giustificare lo smantellamento di un servizio assistenziale pubblico, di questo Zingaretti deve tener conto”, chiosa il presidente. 

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Virus e guerra: non si vince senza esercito

“Continua senza sosta la narrazione di una sanità regionale risanata. Comprendiamo l’esaltazione per i discreti risultati raggiunti con le vaccinazioni ma ci sorprende la noncuranza con cui si continua a sorvolare sulla gravità della situazione in cui versa la sanità in generale”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Nei pronto soccorso le attese continuano a essere devastanti: i malati in barella sono accerchiati da altri compagni di sofferenza, ciò dimostra che non c’è solo la pandemia ma i vertici regionali forse lo hanno dimenticato. Sarebbe invece il caso che il presidente Zingaretti intervenisse – incalza Maritato – non c’è tempo da perdere, il servizio sanitario regionale è in sovraccarico da mesi. Le ambulanze ferme con pazienti a bordo sono la espressione del fallimento”. Il presidente si sofferma sulla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha stigmatizzato la chiusura del San Giacomo nel 2008. “Se gli amministratori regionali facessero più attenzione a ciò che scrivono i giudici, forse farebbero un esame di coscienza. Anche Palazzo Spada reagisce di fronte alla mannaia che ha tagliato negli anni 3.600 posti letto e chiuso 16 ospedali.  A tutto ciò – attacca Maritato – si aggiunga la carenza di personale medico e infermieristico e il resto è storia recente. Ci dicono che siamo in guerra e noi chiediamo di finirla con le parole e passare ai fatti. Assumere medici e infermieri senza ritardi ulteriori è un dovere morale e un obbligo gestionale. Non si vincono le guerre senza eserciti”, chiosa il presidente

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Virus: “l’alto numero dei morti non è un caso”

“Il presidente del Consiglio Mario Draghi, al momento della presentazione del suo programma di governo, il 17 febbraio scorso, promise che la lotta alla pandemia sarebbe stata la prima priorità”. Inizia così la riflessione del presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, che spiega:“il primo ministro collocò tra le urgenze, oltre alla lotta alla pandemia la salvezza della vita dei cittadini ma, a tutt’oggi, questa seconda preoccupazione non si è assolutamente attenuata perché il numero dei morti fatica a decrescere e vorremmo conoscerne le motivazioni”. Secondo Maritato, chi si aspettava un cambio di passo è rimasto deluso. “Basta osservare il numero dei morti e quello delle vaccinazioni, sicuramente interdipendenti – insiste il presidente – non possiamo non constatare come l’eccesso di mortalità che si è manifestato nella realtà italiana necessiti di una attenta analisi critica, che auspichiamo sia prima o poi condotta dalla comunità scientifica e dagli esperti. Se nella prima ondata il Paese colto di sorpresa e per primo in Europa, si è trovato obiettivamente di fronte all’imponderabile, nelle successive fasi non è assolutamente giustificabile un improvvisato ‘fai da te’ andando avanti come nulla fosse. Alcuni elementi vanno indagati – sostiene il presidente – anche al fine di orientare le politiche sanitarie nei prossimi anni. Non possiamo ignorare il depauperamento dei nostri ospedali, con il taglio di posti letto e la drastica riduzione di medici ‘intensivisti’ e infermieri con un numero tra i più bassi d’Europa. Tutto quello che una pandemia non può sopportare”, chiosa Maritato.

Roma, 8 aprile 2021

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Virus sui bus: Regione e Comune tutelino i cittadini

“Scioccante indagine dei Nas sul possibile contagio nei mezzi di trasporto: su bus e treni del Lazio sono state rilevate tracce dell’agente infettivo in grado di trasmettere la malattia da Covid”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che continua: “chiediamo con urgenza a Regione e Comune di informarci su quali misure di prevenzione siano state programmate al fine di  garantire la tutela della salute dei lavoratori e delle migliaia di fruitori dei mezzi pubblici della città di Roma e delle province del Lazio che quotidianamente sono costretti a usare bus e treni per motivi di lavoro”.  Le analisi effettuate dai carabinieri del Nas, su incarico del ministero della Salute, avrebbero rilevato 32 casi di positività per la presenza di materiale genetico riconducibile al virus, sulla base di 756 tamponi effettuati sulle superfici di mezzi di trasporto e stazioni. “Le analisi hanno rilevato con certezza il transito e il contatto di individui colpiti dall’infezione a bordo dei mezzi, determinando la permanenza di una traccia virale – rileva il presidente – anche se questo non è indice di effettiva capacità di virulenza o vitalità dell’agente patogeno. Questo dimostra che forse non c’è stata una corretta applicazione delle misure dicontenimento epidemico sui servizi di trasporto pubblico e qualcuno, prima o poi ne dovrà rispondere”, chiosa Maritato

Roma, 7 aprile 2021

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Mmg: cure anti Covid vanificate dai ritardi

“Ci giungono notizie dagli studi di alcuni medici di famiglia, relative alla effettuazione di tamponi molecolari. Secondo molti assistiti, l’attesa per avere il responso dopo l’effettuazione sarebbe in media di cinque giorni”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “da ulteriori nostri approfondimenti, presso i medici di continuità assistenziale, meglio conosciuti come guardia medica, risulterebbe impossibile prenotare gli stessi con ricetta dematerializzata. Ovvero, coloro che in orario notturno, prefestivo o festivo, avvertendo i sintomi di una possibile infezione da coronavirus chiamano il numero telefonico di assistenza quando è chiuso lo studio del proprio medico di famiglia, si vedrebbero rispondere picche”. Il presidente chiarisce i possibili risvolti negativi di tale situazione: “da qualche tempo, per nostra fortuna, per i pazienti colpiti da Covid in fase iniziale, c’è la possibilità di somministrazione di anticorpi monoclonali, una cura che avrebbe dimostrato la sua efficacia, con grande sollievo per tutti. Purtroppo, gli stessi debbono essere somministrati entro i primi 7-10 giorni dai primi sintomi per avere efficacia. Ora ci chiediamo – insiste Maritato – se i tempi per le risposte dei tamponi da parte dei medici di famiglia sono questi e la guardia medica non prescrive, non si rischia di vanificare il possibile impiego di questa nuova, rivoluzionaria terapia arrivando troppo tardi? Come si intende superare tale inconveniente? Anche su questo si misura la validità della politica sanitaria, non soltanto sul numero di punture sulle braccia praticate ogni giorno, con vaccini che stentano ad arrivare”, chiosa il presidente.  

         Roma, 2 aprile 2021

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Scuole aperte e bus sanificati: che fa il Comune?

“Rientro a scuola: uno dei temi più scottanti da affrontare ma il suono della campanella con gli studenti che affluiscono negli edifici non può prescindere da precise prescrizioni da osservare”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, che chiede: “vorremmo sapere se Roma Capitale stia attuando politiche che garantiscano l’incolumità generale di studenti, professori e personale tecnico/amministrativo. Non servono altre parole si deve passare ai fatti. Alle lezioni in presenza – continua il presidente – per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado debbono corrispondere criteri di sicurezza ben precisi e non più rinviabili, estesi a tutti coloro che rappresentato la parte integrante di questo mondo. Ci permettiamo di suggerire qualche accortezza che potrà sembrare ovvia ma a cui forse qualcuno non ha ancora pensato: aumento del numero di mezzi pubblici anche in convenzione con il privato, verifiche sull’ effettivo distanziamento a bordo, eventuale rilevazione della temperatura degli studenti prima di farli salire sui bus o, in alternativa, l’esibizione del certificato che attesti la negatività al tampone Covid. Sarebbe raccomandabile inoltre – insiste Maritato – un report settimanale sul numero di studenti che hanno usufruito dei mezzi e la sanificazione degli stessi. Piuttosto che pensare a una sgangherata campagna elettorale, è urgente che il sindaco Raggi si dedichi alla tutela della salute dei cittadini”, chiosa il presidente.

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Vaccini, no ai contratti beffa delle Big Pharma

“Bloccare 29 milioni di dosi di vaccino in uno stabilimento di Anagni, mentre il Lazio e la stessa provincia di Frosinone stentano a trovare dosi sufficienti per immunizzare i cittadini più fragili è uno schiaffo al dramma che gli italiani e gli europei stanno vivendo da oltre un anno”.Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che attacca: “confidiamo nell’ispezione richiesta dalla Commissione europea, affinché si chiarisca la situazione sulle dosi di prodotto AstraZeneca e sia adottato il regolamento per rafforzare il meccanismo di autorizzazione alle esportazioni dei vaccini, secondo quanto sostiene il vicepresidente esecutivo della Commissione, Valdis Dombrovskis. Astrazeneca dal canto suo – continua ancora il presidente – deve onorare gli impegni contrattuali assunti con l’Europa, consegnando finalmente le dosi negoziate. L’Italia sta scontando una serie di ritardi inaccettabili e inadempienze contrattuali scandalose e proprio la scarsa trasparenza sui contratti stipulati dalla Ue con le case farmaceutiche è all’origine delle tante difficoltà di approvvigionamento. Condividiamo le parole del presidente del Consiglio – continua ancora Maritato – che esorta le Big Pharma a tenere un comportamento retto e non vessatorio nei confronti dei Paesi che si trovano in difficoltà. Ulteriori giochi delle tre carte non possono essere più tollerati”, chiosa Maritato.

Roma, 26 marzo 2021

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ROMA, PASQUA DI SORRISI E REGALI PER I PICCOLI PAZIENTI DEL POLICLINICO DELL’UMBERTO I

Sorrisi, regali, sorprese e uova di Pasqua. Nella mattinata di oggi nuovo appuntamento benefico di Assotutela, associazione presieduta da Michel Emi Maritato che, insieme al noto attore Alessandro Regis (“Le Iene”) e al responsabile del Sociale di Assotutela, Luigi Giannelli (già commissario della polizia penitenziaria di Roma), hanno fatto visita ai piccoli pazienti del Policlinico Umberto I di Roma, consegnando le uova pasquali dell’Ail.

“Una iniziativa che abbiamo fortemente voluto e resa possibile grazie alla disponibilità del neo direttore generale dell’Umberto I, Fabrizio d’Alba con cui ci lega un rapporto di amicizia e di grande collaborazione sul fronte della solidarietà e della beneficenza. Anche oggi abbiamo voluto fare del bene, anche grazie all’impegno di Alessandro Regis e Luigi Giannelli”.

Pasqua si avvicina e Assotutela continuerà con dedizione e attenzione nel suo percorso di sostegno e aiuto alle persone più fragili e bisognose di Roma e del territorio regionale.